|
|
|
Il nuovo
brevetto di Chicco Testa
Campagna da 6 milioni di euro pagata dalla lobby delle centrali. Il
forum per l'informazione obiettiva sul nucleare, guidato da uomini di
Enel e Edf
Gli antinuclearisti hanno reagito rabbiosamente. Altro che spot
neutrale, protestano. Chicco Testa, presidente del Forum nucleare
italiano, ironizza sulle critiche attirate dalla massiccia campagna
pubblicitaria per una discussione senza pregiudizi sull’energia atomica:
“Qualcuno sostiene che aver dato gli scacchi bianchi al filonucleare
comunica in modo subliminale che quella è la parte migliore”. Testa ha
ragione. E’ inutile analizzare i contenuti visivi e testuali di uno spot
televisivo per capire da che parte tira. Si fa molto prima a guardare
chi lo paga. E così si scopre che, in un Paese dove l’opposizione è
accusata di ostacolare la regolare attività di governo, qualcuno
considera normale che la lobby nucleare si tassi per affidare a se
stessa l’informazione equilibrata da dare al popolo.
Testa conosce l’argomento. L’Enel l’ha scelto per sanare i danni
gravissimi da lui stesso prodotti alla cultura nucleare nazionale negli
anni ‘80, quando guidava le manifestazioni per fermare le centrali. E’
lui che il 9 novembre 1987, deputato comunista, così commentava l’esito
del referendum nucleare: “Il risultato è di grandissimo interesse
politico. La battaglia è stata dura per i grossi interessi in campo”.
Adesso evidentemente non ci sono più interessi in campo. Forse i 6
milioni stanziati per la campagna pubblicitaria sono disinteressati. E
così, con la mente libera di spaziare senza pregiudizi nelle ampie
praterie della conoscenza, l’ex leader antinucleare inonda tv e giornali
con lo spot che invita a informarsi in modo serio, senza stare a sentire
le assurdità propalate dai suoi successori di Legambiente e simili.
Lo spot
Creato dalla Saatchi & Saatchi così velocemente da andare in
onda prima che il Forum nominasse il comitato scientifico che doveva
approvarlo, rappresenta una partita a scacchi tra un favorevole e un
contrario al nucleare, che sono poi la stessa persona, a rappresentare
il dubbio che è in noi. Il dubbioso ha il nero, però muove per primo:
“Sono contrario all’energia nucleare perché mi preoccupo per i miei
figli”. Apertura generica. Il bianco replica mostrando conoscenze
specifiche: “Sono favorevole perché tra cinquant’anni non potranno
contare solo sui combustibili fossili”. E con i combustibili fossili,
che tutti i telespettatori hanno imparato a enumerare fin dalle
elementari, i figli sono sistemati.
Lo spaesato ci riprova: “Ci sono dei dubbi sulle centrali”. E’ ancora
generico e disinformato, e il granitico lo infilza di nuovo: “Ma non ce
ne sono sulla sicurezza”. E passa la paura. Terzo tentativo: “Il
nucleare è una mossa azzardata per il Paese”, ci riprova l’ignorante. “O
forse è una grande mossa”, insinua l’ottimista con il tono di chi sa a
chi chiedere le dritte per vincere in Borsa. La voce neutrale
dell’arbitro chiude lo spot: “E tu sei a favore o contro l’energia
nucleare? O non hai ancora una posizione?”. Inutile qui ricordare i
commenti diffusi nella Rete sui gradi angolari della posizione che lo
spot suggerisce (subliminalmente) al cittadino.
Il caso
Lo spot finto neutrale solleva un problema più generale.
L’informazione equilibrata e obiettiva sul nucleare, gestita dal Forum
di Chicco Testa, è finanziata (fino a oggi per 7 milioni, mentre il
budget 2011 è ancora in fase di definizione) dalle seguenti aziende, in
ordine alfabetico: Alstom, Ansaldo Nucleare, Areva, Confindustria,
Eon, Edf, Edison, Enel, Federprogetti, Gdf Suez, Sogin, Stratinvest Ru,
Techint, Technip, Tecnimont, Terna, Westinghouse. Tra i soci del
Forum ci sono anche Cisl e Uil di categoria, più alcune Università
italiane.
I dirigenti del Forum sono, oltre a Chicco Testa, Bruno D’Onghia
(capo in Italia dell’Edf, gigante elettrico nucleare francese), Karen
Daifuku (nota lobbista internazionale del settore), e tre dirigenti
Enel: Giancarlo Aquilanti, Paolo Iammatteo e Federico
Colosi. L’associazione è fondata sul
“supportoorganizzativoestrategico” della Hill & Knowlton,
multinazionale della comunicazione. Testa, che non disdegna mai la
polemica, replica alle critiche degli antinuclearisti con una
provocazione: “Mi diano sui loro siti lo stesso spazio che noi diamo a
loro sul nostro Forum”.
da Il Fatto Quotidiano del 5 gennaio 2011
|