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Comunicati stampa
16/02/2008 12:26
Clima, Stop al carbone nelle centrali termoelettriche
Per il
compleanno di Kyoto, blitz di Legambiente a Saline Joniche
Per il terzo
compleanno di Kyoto, Legambiente si è data appuntamento oggi a Saline
Joniche (Reggio Calabria), indicendo la sua giornata annuale di
mobilitazione nazionale contro l’uso del carbone nelle centrali
termoelettriche. E racconta, nel suo dossier
No al carbone, tutti i
problemi irrisolti dell’impiego di questo combustibile.
Il carbone
è, infatti, la fonte fossile a maggiore emissione specifica di CO2 per
la produzione elettrica.
E proprio a Saline Joniche una società svizzera sta progettando di
costruire una nuova centrale a carbone da 1200 MW. Un progetto che va in
direzione totalmente contraria a quanto auspicato da Legambiente,
impegnata in prima linea per rilanciare l’idea di uno sviluppo diverso.
In Italia, il
carbone contribuisce già oggi in maniera rilevante allo sforamento
dell’obiettivo nazionale di Kyoto previsto al 2012 (rispetto alle
emissioni del 1990, dobbiamo ridurre entro i prossimi 4 anni la CO2
emessa in atmosfera del 6,5%, mentre nel 2005 eravamo a +12%).
Ma nel nostro Paese sono attive da anni
12 centrali a carbone e su questo combustibile puntano diversi nuovi
progetti.
“Quella del carbone
– dice Vittorio Cogliati Dezza,
presidente nazionale di Legambiente - è una politica
industriale delle aziende elettriche che nessun governo italiano finora
ha voluto contrastare. Approvare due finanziarie, come quelle 2007 e
2008, con importanti provvedimenti sui temi dell'efficienza energetica e
dello sviluppo delle fonti rinnovabili, e contemporaneamente
acconsentire alla politica di riconversione a carbone delle principali
centrali termoelettriche italiane, o alla costruzione di nuove, è una
evidente contraddizione. Che l’Italia non può più permettersi, se vuole
evitare le multe salate previste per chi non rispetterà gli obblighi di
Kyoto”.
Le centrali
a carbone italiane nel 2006 hanno emesso 42,2 milioni di tonnellate di
CO2, il 30% delle emissioni del settore termoelettrico, per produrre
solo il 14% dell'elettricità nazionale.
Hanno sforato di oltre 3 milioni di tonnellate i limiti imposti per il
2006 da Bruxelles e dal Piano nazionale delle emissioni (Pna) italiano.
E il trend continua a crescere. Nel 2006 la centrale più inquinante è
stata quella Enel di Brindisi sud (con 14,4 milioni di tonnellate di CO2
emesse), seguita dalla centrale Endesa di Fiumesanto (4,8) e da quella
Enel di Fusina (4,6).
Ci sono poi
i progetti in corso.
Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia, in via di ultimazione, con un
aggravio di quasi 10 milioni di tonnellate di CO2 annue. L'entrata a
regime della centrale già esistente nel Sulcis prevista per il 2008, che
riverserà in atmosfera un altro milione di tonnellate di anidride
carbonica. I progetti di riconversione delle centrali di Porto Tolle e
di Rossano Calabro. La richiesta di Valutazione di impatto ambientale
avanzata nel 2007 da Tirreno Power per la costruzione di un quinto
gruppo a carbone a Vado Ligure. Il via libera dato a Endesa dalla
Regione Sardegna per la riconversione a carbone dei due gruppi
alimentati a olio combustibile dell'impianto di Fiume Santo. Nell'area
del Sulcis è inoltre in corso l'iter per la realizzazione di una seconda
centrale che brucerà il carbone locale, godendo addirittura dei fondi
Cip6 per le rinnovabili.
Il bacino Sulcis
Iglesiente è l’unica riserva italiana. Il 99% del carbone consumato nel
nostro Paese è importato. Nel 2006 l’importazione del carbone ha
riguardato poco più di 25 milioni di tonnellate con un aumento dell’1%
rispetto all’anno precedente.
Ma,
contrariamente a quanto sostenuto dai fautori del carbone, le condizioni
del mercato internazionale stanno cambiando.
Nei primi mesi del 2008 i prezzi del carbone hanno superato per la prima
volta la cifra record dei 100 dollari a tonnellata. A fronte di una
domanda in costante crescita, le riserve diminuiscono. Secondo l'Energy
World Group, il picco del carbone potrebbe essere raggiunto nel giro di
20 anni. Cade così il principale argomento a favore delle riconversioni
in Italia: quello del vantaggio dei prezzi e della sicurezza
nell'approvvigionamento. La strategia Ue di riduzione delle emissioni
per il 2020 (che prevede di tagliare i gas serra almeno del 20%)
sancisce, inoltre, un prezzo sempre più alto per chi inquina. La riforma
dell'Emission trading system prevede che a partire dal 2012 i permessi a
inquinare per le centrali termoelettriche non possano più essere
distribuiti gratuitamente dai governi degli Stati membri ma debbano
essere acquistati alla Ue.
“Ci
auguriamo – aggiunge Stefano
Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente - che
il prossimo governo sappia cogliere l’importanza della sfida climatica,
fermando la corsa al carbone e continuando sulla strada dei buoni
provvedimenti approvati nelle ultime due finanziarie, come ad esempio il
conto energia inizialmente previsto per il fotovoltaico ed esteso a
tutte le rinnovabili”. L’ufficio stampa 339 3945428 Produzione
lorda di energia elettrica in Italia per fonte nel 2005 e 2006
|
|
Produzione lorda |
Variazioni 2005-2006 |
Contributo rispetto al totale 2006 |
|
Fonte |
2005 (GWh) |
2006 (GWh) |
% |
% |
|
Petrolio |
35846,3 |
33830,3 |
-5,6 |
10,8 |
|
carbone |
43606,3 |
44297,4 |
+1,6 |
14,1 |
|
gas naturale |
149258 |
158078,8 |
+5,9 |
50,3 |
|
gas derivati |
5836,9 |
6251,4 |
+7,1 |
2,0 |
|
Altre |
23849,6 |
25324,5 |
+6,2 |
8,1 |
|
Totale termoelettrico |
253073,1 |
262164,9 |
+3,6 |
83,6 |
|
Idrica |
42926,9 |
43425 |
+1,2 |
13,8 |
|
Geotermica |
5324,5 |
5527,4 |
+3,8 |
1,8 |
|
Fotovoltaica |
4 |
2,3 |
-42,5 |
0,001 |
|
Totale |
303671,9 |
314090,3 |
+3,4 |
100 |
Fonte:
Terna Emissioni di CO2 delle
centrali a carbone nel 2005 e 2006 (in milioni di tonnellate)
|
centrale |
azienda |
Limiteprevisto da Pna per 2005 |
limite 2006 |
emissioni 2005 |
emissioni 2006 |
differenza tra limite ed emissioni nel
2006 |
|
Brindisi Sud |
ENEL |
13,4 |
13,4 |
15,3 |
14,4 |
+1,0 |
|
Fiumesanto |
ENDESA |
3,8 |
3,6 |
4,1 |
4,8 |
+1,2 |
|
Fusina |
ENEL |
4,8 |
4,8 |
5,6 |
4,6 |
-0,2 |
|
Vado Ligure |
TIRRENO POWER |
3,3 |
3,3 |
3,7 |
3,9 |
+0,6 |
|
Monfalcone |
ENDESA |
2,6 |
2,2 |
2,7 |
3,4 |
+1,2 |
|
La Spezia
|
ENEL |
3,7 |
3,5 |
3,2 |
3,1 |
-0,4 |
|
Brindisi Nord |
EDIPOWER |
3,2 |
3,2 |
1,0 |
2,7 |
-0,5 |
|
Genova |
ENEL |
1,6 |
1,6 |
2,0 |
1,7 |
+0,1 |
|
Sulcis |
ENEL |
1,2 |
1,2 |
1,5 |
1,5 |
+0,3 |
|
Bastardo |
ENEL |
0,8 |
0,8 |
0,9 |
1,0 |
+0,2 |
|
Marghera |
ENEL |
0,8 |
0,8 |
1,0 |
0,6 |
-0,2 |
|
Brescia |
A2A (ex ASM) |
0,5 |
0,5 |
0,6 |
0,5 |
0 |
|
Totale |
|
40 |
39 |
41,6 |
42,2 |
+3,2 |
Fonte: Registro
europeo delle emissioni per il settore ETS
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