Il
Circolo Legambiente di Petilia Policastro, con la partecipazione del
locale Liceo Scientifico “Raffaele Lombardi Satriani”, ha
aderito, dal 11 al 18 febbraio 2010, alla “Settimana Amica del Clima
”,
una iniziativa
organizzata in tutta Italia per dimostrare come passare dalle parole ai
fatti per dire che la lotta ai mutamenti climatici non può tollerare
ulteriori ritardi. A cinque anni dall’entrata in vigore del Protocollo
di Kyoto sottoscritto da circa 190 paesi nel mondo e a seguito
dell’atteso ma fallimentare vertice di Copenaghen, la Settimana Amica
del Clima sarà un importante appuntamento, per i cittadini e per le
istituzioni per dire che l’accordo raggiunto nella capitale danese non
risponde alla crisi climatica in atto. E’ una settimana rivolta a
cittadini, scuole, comuni e istituzioni per porre fine alla cultura
dello spreco energetico e ai mutamenti climatici.
Il
Circolo, durante la settimana, organizza una serie di incontri con le
scuole del territorio, con la distribuzione di materiale informativo.
Nella mattinata del 13 febbraio, dalle ore
10.30, presso il locale Liceo Scientifico Statale “Raffaele Lombardi
Satriani”, si discuterà di “Risparmio energetico e sostenibilità
della comunità scolastica”. Nella
giornata di domenica 14 febbraio, in Piazza Filottete, sarà
allestito un gazebo informativo e raccolte le firme:
Per il clima contro il nucleare, Più sole per tutti
.
Si
celebra come ogni anno, all’interno della Settimana Amica del Clima,
l’anniversario della ratifica
del Protocollo di Kyoto, avvenuta il 16 febbraio 2005 impegni per i
quali il Governo italiano continua a chiedere sconti e continua a
presentare il nucleare come la risposta sia ai combustibili fossili che
alla crescita delle emissioni di gas Serra. Un grande inganno mediatico
che ci porterà a breve all’individuazione da parte del Governo di siti
per l’attivazione di nuove centrali. Ci vuole una svolta decisiva alla
direzione intrapresa dalla miope politica italiana negli ultimi tempi e
spetta a noi sollecitarla.
La
Conferenza di Copenaghen era un appuntamento cruciale, che non doveva
ammettere slittamenti nella definizione di nuovi ambiziosi obiettivi per
la riduzione dei gas a effetto serra.
Nel 2007
le emissioni dei paesi industrializzati sono complessivamente diminuite
del 3,7 per cento rispetto ai livelli del 1990, ma sono aumentate del
2,3% rispetto ai livelli del 2000. Grazie alla riduzione sostanziale di
alcune economie, a cominciare da Germania, Gran Bretagna e Francia, il
nucleo storico composto da 15 membri dell’ex Comunità europea, ha
diminuito del 4,3% le emissioni climalteranti rispetto ai livelli del
1990. Questo nonostante il dato in controtendenza di molti stati, tra
cui l’Italia. Con l’inizio del 2010 l’Italia si appresta ad entrare nel
suo terzo anno di attuazione del protocollo di Kyoto, senza aver ancora
adottato una strategia complessiva e coerente per la riduzione delle
emissioni. Nel 2007 l’aumentare dei gas a effetto serra generati dal
Paese è stato di gran lunga superiore ai limiti accettati con la firma
del protocollo. L’Italia che dovrebbe ridurre del 6,5% i gas
climalteranti, è a un +7,1% rispetto al 1990 rischiando così di sforare
del tutto i limiti previsti da Kyoto. Nonostante il ritardo
nell’attuazione del protocollo di Kyoto e nello sviluppo di politiche
energetiche che premino le rinnovabili e l’efficienza, l’Italia ha
enormi potenzialità per colmare il distacco, rispettando gli obblighi
imposti a fine 2008 dall’Unione europea approvando il pacchetto energia
e clima: obiettivi al 2020: -20% di gas serra; 20% di energia da fonti
rinnovabili; e un miglioramento del 20% dell’efficienza energetica.
Nel lungo
termine l’unico obiettivo che può garantire una certa sicurezza al
pianeta è quello di un taglio dell’80% almeno entro il 2050 dei gas
serra. Ma è nel breve periodo che si gioca la battaglia più importante:
nel 2020 le emissioni che alterano il clima dovranno essere state già
considerevolmente diminuite, a cominciare dai paesi che hanno inquinato
di più. Ma non basta la politica nazionale e internazionale a far
funzionare il cambiamento, l’effetto serra si combatte anche con milioni
di azioni individuali, dimostriamo ai Governi che si può fare!