Eletti il
presidente e il direttore
generale di Legambiente. Si
chiude la tre giorni
congressuali.
Cogliati Dezza:
“il 7 giugno manifestazione
nazionale contro la febbre del
pianeta”
“Riprogettare il territorio,
riprogettare la città, bloccare
il consumo del suolo sono, oggi,
tra le sfide centrali
dell’azione di Legambiente. Tre
priorità di vasto respiro che
incidono sul cambiamento
climatico, sulla mobilità, la
qualità della vita”. Con queste
parole, Vittorio Cogliati Dezza
ha salutato la platea a
conclusione dei lavori dell’VIII
Congresso nazionale di
Legambiente, che lo ha eletto
oggi presidente nazionale
dell’associazione. Vittorio
Cogliati Dezza succede così a
Roberto Della Seta, nominato
responsabile ambiente
nell’esecutivo del Partito
Democratico.
“La nostra società civile nel
suo complesso non è migliore
della società politica - ha
aggiunto il nuovo presidente di
Legambiente -. Migliorare la
politica è un compito di
Legambiente; lo è anche quello
di migliorare la società civile.
L’ambientalismo è oggi la
migliore chiave per capire il
futuro e cambiare il presente.
L’azione, la nostra azione,
opera per il bene comune,
l’interesse generale. Ed è con
questo obiettivo che oggi
lanciamo l’idea di una
manifestazione nazionale a
giugno per fermare la febbre del
pianeta, costruendo una grande
alleanza di forze che si batta
per il bene comune”.
Il Congresso di Legambiente ha
eletto oggi anche il nuovo
direttore generale, Rossella
Muroni, che sostituisce
Francesco Ferrante. Della Seta e
Ferrante sono stati salutati da
un lungo e caloroso applauso
dell’assemblea congressuale.
“Dopo più di 20 anni - ha detto
Roberto Della Seta nel suo
discorso di chiusura,
nell’augurare buon lavoro a
Vittorio Cogliati Dezza e
Rossella Muroni - lascio il
lavoro quotidiano in
Legambiente, lascio
un’associazione forte, autonoma,
decisa a non delegare a nessuno
il suo ruolo politico. D’ora in
avanti cercherò di fare passare
le ragioni dell’ambiente nella
politica, finora incapace di
vedere che la qualità ambientale
è nel Ventunesimo secolo una
delle pietre angolari dell’idea
di progresso”.
“Lascio la direzione di
Legambiente, non certo la mia
associazione - ha dichiarato
Francesco Ferrante - con cui
continuerò a impegnarmi per un
futuro migliore, sperando che il
mio lavoro nelle istituzioni
possa essere utile
all’affermarsi delle nostre
ragioni. E’ stato già così nelle
scorse settimane con
l’approvazione della riforma
degli incentivi per le energie
rinnovabili in finanziaria.
Auguriamoci di fare di più e
meglio”.
“Voglio
un’associazione autonoma e
coraggiosa – ha detto invece
Rossella Muroni – che sappia
valorizzare la sua biodiversità
interna. Perché la nostra
ricchezza è quella che distingue
i campi di battaglia dei nostri
circoli, da Aosta a Gela, che
poi sono invece così vicini nel
fare ambientalismo. Voglio
un’associazione che abbia
dirigenti donne che non
rincorrano modelli maschili, ma
sappiano portare la loro
prospettiva originale. Infine
voglio una Legambiente che non
cammini su una strada solitaria,
che sia sempre più votata alle
alleanze e al dialogo e sappia
rompere i confini della riserva
in cui spesso di trovano
rinchiuse le associazioni
ambientaliste”.
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