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E solo nelle ultime ore si è scongiurata una rottura completa
delle trattative che avrebbe riportato la discussione indietro
di 20 anni. L'accordo uscito dal vertice non è la risposta che
serve alla crisi climatica: gli impegni di riduzione sono solo
volontari e su base nazionale, ed è tutto rinviato per quanto
riguarda lo stabilire metodi di controllo e verifica di tali
riduzioni e le scadenze precise per la sottoscrizione di un
trattato internazionale.
Eppure mai il mondo era stato così vicino a un accordo
internazionale che avrebbe permesso di superare il Protocollo di
Kyoto nel fissare nuovi e più ambiziosi obiettivi per tutti i
Paesi e nel sostegno finanziario agli interventi di mitigazione
e adattamento nei Paesi poveri sia nel breve che nel medio
periodo. Tutte queste decisioni sono rinviate, si spera al
prossimo vertice di Bonn a giugno con la speranza di affrontare
e risolvere finalmente i punti più delicati. Nel frattempo però
il cambiamento climatico non si ferma, anzi obbliga a lavorare
con ancora maggiore impegno per arrivare finalmente a un accordo
vincolante che spinga le soluzioni capaci di dare risposte per i
cittadini delle diverse parti del Pianeta.
Ma la Conferenza di Copenaghen sarà ricordata anche per altri
due motivi. Il primo è il salto di scala delle questioni
ambientali. Attraverso la chiave del clima sono state come mai
nella storia al centro dell'agenda politica internazionale, con
un dibattito che ha visto tutti i Governi presentarsi alla
Conferenza con obiettivi e politiche nazionali per la riduzione
delle emissioni. Il secondo è la straordinaria partecipazione
della società civile internazionale alla Conferenza: oltre
35mila persone che hanno raggiunto la Capitale danese, una
variegata partecipazione di organizzazioni ambientaliste e
sociali dalle più diverse parti del Mondo che ha promosso
centinaia di appuntamenti e iniziative, e che però sono stati
tenuti proprio negli ultimi e più decisivi giorni fuori dal
vertice.
Dobbiamo ripartire da qui come Legambiente per guardare alla
situazione italiana, per capire come far uscire il nostro Paese
dall'incredibile isolamento nel modo in cui elude la questione
climatica confermato anche dall'atteggiamento avuto dal Governo
durante il vertice. Per farlo dovremo lavorare con ancora
maggiore impegno per mostrare come questa direzione di rotta sia
nell'interesse dell'Italia e dei suoi cittadini, oltre che
un'occasione per muovere un cambiamento che può aiutarci a
uscire dalla crisi e guardare con più ottimismo al futuro.
Da gennaio saranno moltissime le occasioni, le iniziative, gli
appuntamenti che Legambiente metterà in campo per continuare a
combattere i mutamenti climatici, fare pressione sulla politica,
informare i cittadini, sensibilizzare imprese e istituzioni. Ma
abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti: per partecipare e chiedere
informazioni visita il sito
www.legambiente.it per sostenere la nostra azione potete
rinnovare la vostra iscrizione se non l'avete ancora fatto o
darci un contributo per portare avanti le nostre iniziative per
il clima: tutte le informazioni potete trovarle sul sito nell'Area
Sostieni.
A
tutti buone feste, sperando che il 2010 sia l'anno giusto per
invertire la rotta!

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