Contro la Legge Delega in campo
ambientale
Appello al Presidente della Repubblica e ai principali organi dello
Stato
I firmatari del
presente appello, vivamente preoccupati per le disposizioni contenute
nel testo del Decreto Legislativo predisposto dal Ministro dell'Ambiente
e del Territorio in attuazione della Legge Delega in campo ambientale (L.
308/04), chiedono che tale Decreto non venga approvato nella sua ultima
stesura resa nota e presentata al Consiglio dei Ministri del 18
corrente, che provocherebbe danni irreparabili al sistema di governo
dell'ambiente e del territorio.
I motivi di viva
preoccupazione sono:
-
viene più volte
violato il dettato costituzionale;
-
viene
notevolmente diminuito il livello di protezione dell'ambiente con
pregiudizio per la salute;
-
viene
sostanzialmente smantellato l'assetto sanzionatorio per violazione
delle leggi ambientali;
-
numerose norme
eccedono i limiti della delega;
-
viene disegnato
un sistema di governo di carattere spiccatamente centralistico,
eliminando ogni carattere di leale collaborazione tra Stato ed Enti
Locali anche in campi di competenza costituzionalmente definita
concorrente;
-
viene scardinato
l'attuale sistema di governo, gradualmente e faticosamente
costituito nel recente passato attraverso numerose leggi, ampiamente
dibattute in sede parlamentare, con il contributo delle migliori
competenze disponibili in sede giuridica e tecnico-scientifica e che
ha dato frutti positivi;
-
vengono
disattese importanti specifiche normative comunitarie, anche in
settori nei quali sono tuttora in corso procedure di infrazione;
-
vengono ignorati
i risultati del lavoro di Commissioni di indagine parlamentari, a
cui si è pervenuti con ampia condivisione;
-
i testi
contestati sono stati formulati da un gruppo ristrettissimo di
estensori, senza il ricorso ad alcuna consultazione formale con le
rappresentanze istituzionali e degli interessi e con i depositari di
reali competenze tecniche e scientifiche;
-
la normativa
tecnica contenuta nel testo contestato allenta in modo a volte
pericoloso i livelli e le procedure di controllo dell'inquinamento e
contiene errori ed imprecisioni;
In conclusione,
ritengono che il Ponte sullo Stretto di Messina non sia un'opera
sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale, né
un'infrastruttura strategica per il paese.
Confidando nella
responsabile attenzione e nell'intervento dei destinatari dell'Appello,
li ringraziamo per quanto vorranno fare nell'interesse dell'ambiente e
del territorio del Paese.
Sottoscrivi anche tu la petizione, il modello lo trovi nel sito:
http://www.legambiente.com
Hanno
già sottoscritto l'appello:
Associazioni:
ACLI - Anni Verdi, Ambiente e
Lavoro, Amici della Terra, ANEV, Codacons, FAI, Fare Verde, Gruppo 183,
INU, Italia Nostra, Jane Goodall Institute, Legambiente, Mountain
Wilderness Italia, WWF.
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