A
Crotone, cioè nella seconda provincia calabrese per repressione dei
reati ambientali, è stato presentato il Rapporto Ecomafia 2007 di
Legambiente.
L'iniziativa è avvenuta ieri nei locali del Museo archeologico di
Capocolonna, riaperto per una occasione particolare: la inaugurazione
dell'area denominata “Archeonatura” del parco di Capo Colonna, dove è
stato allestito un capanno per il birdwatching, l’osservazione degli
uccelli migratori
L’iniziativa è avvenuta alla presenza del presidente della Commissione
parlamentare antimafia, Francesco Forgione.
“Capocolonna per noi è un emblema – ha detto Antonio Morabito,
segretario regionale di Legambiente - la sfida contro l'ecomafia si fa
praticando la legalità. Chiediamo che il Parco sia gestito nella
legalità e che le costruzioni abusive presenti siano abbattute”.
“Dopo
l'abbattimento di Copanello – ha aggiunto Morabito - speriamo che cadano
altri ecomostri sotto i colpi delle ruspe e si prosegua con decisione
nell'azione di ripristino della legalità”
“Il 30
per cento delle ricchezze della mafia è prodotto dalle ecomafie” ha
stigmatizzato il presidente dell’Antimafia, Forgione, che nel suo
discorso ha citato anche Europaradiso (“è un bene che si sia fermato”)
lanciando un allarme sul fronte dell’aggressione dei patrimoni della
Mafia “dalle 1200 confische di beni mafiosi in Italia del 2001 si è
passati alle 120 confische del 2006.”
Violazioni ambientali a go go.
Dal rapporto di Legambiente emergono i dati di una vera e propria
emergenza . Per quanto riguarda il "ciclo del cemento", Crotone è
seconda dopo Reggio Calabria nel numero di infrazioni accertate: sono
307, con 315 persone denunciate e 54 sequestri effettuati. Quanto al
"ciclo dei rifiuti" Crotone è ancora seconda dopo Reggio Calabria, con
64 infrazioni accertate, 61 persone denunciate e 11 sequestri
effettuati.
“La
Calabria è al secondo posto, dopo la Campania per i reati legati al
ciclo del cemento, con 1.003 infrazioni accertate che equivalgono al
14,25% del totale nazionale – ha detto Antonino Morabito - Capo Colonna
è un’area che vogliamo fortemente sottrarre all’abusivismo, uno dei
tanti luoghi lungo gli oltre 700 chilometri di costa meravigliosa
flagellato da una colata di cemento illegale. "
Per
Legambiente Crotone ha parlato Tommaso Tedesco: “Noi sosteniamo da vent'anni
la Riserva marina ed il Parco archeologico. Abbiamo una battuta
d'arresto perchè adesso il Parco è tagliato in due da una stecca di
costruzioni abusive, che stanno per essere confiscate”.
“L’esperienza di Crotone è un’altra tappa importante del progetto
SalvaItalia, un viaggio tra le aree marginali della nostra penisola per
promuovere azioni concrete di recupero di luoghi abbandonati in contesti
difficili, spesso finiti nella rete della criminalità organizzata – ha
spiegato Sandro Scollato, responsabile del progetto SalvaItalia di
Legambiente -. E in questi casi il successo si raggiunge solo
coinvolgendo chi vive e opera sul territorio, mettendo in moto un
circolo virtuoso come quello che oggi ha portato all’inaugurazione
dell’area di Capo Colonna”.
Le iniziative messe a punto dalla campagna SalvaItalia di
Legambiente hanno un minimo comune denominatore: aree caratterizzate da
forte degrado ambientale e sociale su cui si valuta la fattibilità di
progetti di risanamento e riutilizzo attraverso attività di fund raising
e di coinvolgimento di soggetti economici e istituzionali presenti sul
territorio. Così sono stati realizzati il percorso di birdwatching
nell’oasi dei Variconi a Castel Volturno (Ce), il centro sportivo
intitolato a Filippo Raciti nel quartiere di San Giovanni Galermo a
Catania e il bosco didattico a Porto Cesareo (Le); così si sta lavorando
ai percorsi didattici per non vedenti nel Parco Nazionale del Circeo, ai
giardini della legalità per i ragazzi della scuola del quartiere Zen a
Palermo, alla realizzazione di un itinerario alla scoperta della fauna e
della flora a Siculiana (Ag) in un terreno confiscato alla mafia.