organizzazione visite guidate Parco Sila uomo e Parco
 

 

 
 
 
 
 
 
 

 Fauna    |   Flora  |  Funghi  ]

Fauna. L'abbondanza di animali selvatici sull'altopiano silano, nel secolo scorso, venne descritta da Eugenio Arnoni nel "Calabria illustrata" del 1875: ".. da notare specialmente cinghiali, cervi, volpi, faine, puzzole, donnole, lontre, tassi e tutto quanto altro le sterminate boscaglie della nostra contrada possono offrire. Tra i volatili sono più frequenti le pernici, le beccacce, le quaglie, i merli, i tordi, le gazze, gli storneli, le starne, le anitre, le palombelle, i palombi, ecc. . Non meno considerabile è la pesca che va fatta nei fiumi Neto, Crati e Mucone. Squisitissime sono specialmente le trote dei fiumi silani; e più squisite riescono ancora le anguille". Purtroppo la fauna della Sila, a causa della caccia e dell'eccessiva antropizzazione si è progressivamente ridotta negli ultimi decenni. I boschi incontaminati si sono trasformati in cedui o sono stati segmentati da strade e piste; le radure , anche ad alta quota, sono diventate zona di pascolo o sono state ridotte a colture intensive di patate, con eccessivo uso di fertilizzanti "chimici"; gli alvei di quasi tutti i fiumi sono stati alterati da opere idrauliche e le portate risultano basse ed irregolari. Lo "svecchiamento" dei boschi e le opere di "pulizia" del sottobosco privano dell'habitat essenziale numerosi piccoli animali che, tra l'altro, hanno un ruolo indispensabile nella catena alimentare. Non meno gravi sono le conseguenze dei numerosi incendi.

Mammiferi. In particolare, sono i mammiferi di grosse dimensioni (lupi, caprioli, cervi) ad essere penalizzati dalla frammentazione degli habitat e dalla mancanza di corridoi faunistici. Nell'altopiano silano vive(va) tutta la fauna tipica dell'Appennino, con la notevole presenza di alcuni dei grandi predatori come il lupo (Canis lupus) ed il gatto selvatico (Felis silvestris). Anche se difficilmente avvistabili sono presenti la lepre, il tasso, la martora, la faina, la puzzola, la donnola, il ghiro, lo scoiattolo nero, unica specie visibile in gran numero durante il giorno. Importante è la presenza del cinghiale; la lontra, sicuramente presente ed avvistata fino agli anni 70, non è più stata vista.

Uccelli. In Sila sono presenti quasi tutti gli uccelli tipici della regione montana appenninica. I rapaci, sia diurni che notturni, sono molto numerosi. Dalle vette più elevate o nelle vallate aperte è facile osservare la poiana (Buteo buteo) ed il gheppio mentre, addentrandosi nel bosco, si entra nel territorio di caccia dell'astore e dello sparviero. Di notte la Sila si popola di civette, allocchi, gufi, tutti predatori dei numerosi micromammiferi. Altre presenze importanti nel bosco sono offerte dai picchi, nero, verde, muratore e soprattutto rosso mezzano, dall'upupa, dalla ghiandaia, dal rampichino, dal torcicollo, dal colombaccio. Dove il bosco è più raro, nei prati, sono presenti il l'averla piccola, lo scricciolo, la capinera, il codirosso, il fringuello. Tra i corvidi, numerosissima e infestante, nonché indicatrice di un certo degrado del territorio, è la Cornacchia grigia (Corvus corone cornix).

Pesci, anfibi e rettili. Nel settore silano e pedemontano sono una grande varietà gli ambienti acquatici (torrenti, fiumi, stagni e laghi). Tra le specie ittiche che popolano i corsi d'acqua riveste una certa importanza la Trota fario (Salmo trutta), un tempo diffusa nei fiumi e nei torrenti, dalle acque pulite e ossigenate, oggi è presente solo grazie a ripopolamenti di incerta qualità. Alcuni studi recenti identificano nella Trota macrostigma (Salmo (trutta) macrostigma, Duméril, 1855) la specie originaria dell'Appennino centro-meridionale e delle isole. Ancora oggi,la pesca di frodo, praticata con ogni mezzo (elettricità, veleno, reti, ecc.), è una delle cause principali della scomparsa delle trote. Un altro fattore che causa il degrado dell'ecosistema acquatico è il mutato regime dei fiumi, una forte diminuzione delle portate a causa dei cospicui prelievi, per scopi idroelettrici e irrigui, che non garantiscono un minimo deflusso vitale. Anche gli anfibi e i rettili sono tra gli animali più minacciati di estinzione, molto sensibili ai fenomeni di antropizzazione e distruzione dei loro habitat. Tra gli anfibi del territorio è interessante la presenza della piccola Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina tergiditata), esclusiva dell'appennino meridionale e la più comune Salamandra pezzata (Salamandra salamandra). Sono diversi i rettili presenti, dal verde Ramarro (Lacerta viridis), lungo sino a 40 cm , a svariati serpenti, come la Vipera comune (Vipera aspis), nelle forme a dorso grigio, a dorso scuro e ventre chiaro, a dorso completamente nero.