CICLISTI IMPALLINATI
Ennesimo episodio che dimostra che la caccia non è solo nemica dell'ambiente ma anche degli escursionisti

» L'abbiamo scritto pochi giorni fa, in occasione dell'adesione della FIAB alla Sirenata Nazionale contro la caccia

Al di là delle questioni ambientali la caccia interessa negativamente anche chi va in bicicletta. Questa attività rende pericoloso agli escursionisti (tutti, anche quelli in bicicletta) avventurarsi in stradine e mulattiere senza correre il rischio di rimanere impallinati.
Il godimento del territorio dovrebbe essere di tutti, ci sembra ingiusto che un'attività (la caccia) ne pregiudichi il pieno godimento ad altri (escursionisti, ciclisti, ecc.).
Non è possibile che pedalare o passeggiare per colline, montagne, campagne, boschi, argini dei fiumi debba diventare un pericolo mortale!!

I cacciatori sono tra i principali nemici delle piste ciclabili turistiche. Non vogliono famigliole in bici e ciclisti in giro mentre cacciano. Il territorio è "cosa loro".

» Ecco, purtroppo, puntuale all'apertura della stagione venatoria, l'ennesimo fatto di cronaca che conferma i nostri timori.

 

Il Giornale di Vicenza, nell'edizione di martedì 23 settembre 2003, ha riportato l'incredibile vicenda di alcuni ciclisti impallinati durante la tradizionale pedalata "Scopriamo l’autunno nei campi" partita da Schio (VI).
Tale fatto è l'ennesima conferma della pericolosità dell'attività venatoria, nonchè la sua incompatibilità con la fruizione di boschi e campagna da parte dei cittadini.

http://www.ilgiornaledivicenza.it/storico/20030923/provincia/A.htm

Martedì 23 Settembre 2003

L’incidente a Giavenale. È stato centrato un quarantenne che pedalava in un campo aperto
Impallinato durante la biciclettata
Colpito da 53 pallini. Ferite lievemente anche altre persone

di Giulia Boriero

Centrato in pieno da una fucilata mentre se ne va tranquillo in bicicletta. È questo l’incredibile incidente capitato l’altro ieri a Stevens Martini mentre partecipava con alcuni amici alla tradizionale pedalada "Scopriamo l’autunno nei campi": una giornata di festa che solo per caso non si è trasformata in una tragedia. Partito il primo pomeriggio da Schio assieme alla fidanzata, Martini, che ha 40 anni ed abita in città, era diretto al penultimo ristoro allestito lungo il tracciato: nella zona di Giavenale stava pedalando su un sentiero che attraversa un campo aperto. In quel momento oltre a Martini ed alla fidanzata, in quel punto c’erano poche persone, mentre alcuni bambini erano appena passati. All’improvviso, verso le 17.45, una fucilata ha colpito in pieno l’uomo e di rimbalzo anche alcune persone che gli erano accanto, ferendole lievemente. La peggio l’ha comunque avuta Martini, che ha riportato ferite su tutta la parte superiore del corpo. «Ho sentito uno sparo - racconta Stevens Martini -, ed in un attimo mi sono reso conto che ero stato colpito. Si è trattato di una frazione di secondo ma, anche se ero confuso e sanguinavo, ho sentito una scarica di adrenalina e ho rincorso un’ombra che stava fuggendo, proprio dal punto in cui era arrivata la fucilata». Ancora sotto shock Martini è stato poi fermato e sottoposto alle prime cure. Una volta giunto in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale "De Lellis", i sanitari gli hanno estratto ben 53 pallini di piombo, che per sua fortuna si sono fermati sottocute, grazie anche al maglione che indossava. «Ho i segni dei pallini anche sugli occhiali - prosegue - anche se sono stato fortunato a non riportare conseguenze gravi. Penso all'atto di inciviltà di questa persona che durante una manifestazione alla quale partecipano migliaia e migliaia di persone ha sparato da una distanza di poche decine di metri. La situazione ha dell’incredibile: ero sulla strada, in mezzo ad un prato. Non solo mi ha centrato in pieno, ma quell’uomo non si è nemmeno fermato: ha preso la mira, ha sparato ed è subito fuggito. È capitato a me, non posso non pensare cosa sarebbe successo se al mio posto ci fosse stato un bambino». Del grave episodio si stanno occupando ora i carabinieri della stazione di Schio. Un dubbio sorge spontaneo: e se fosse stato un atto dimostrativo contro una manifestazione che porta migliaia di persone nelle zone di caccia proprio il giorno dell’apertura della stagione venatoria? Negli anni passati, infatti, episodi analoghi, per quanto non così gravi, si erano registrati. «Voglio sforzarmi di pensare che il colpo non sia stato intenzionale, perché sarebbe una cosa troppo stupida soprattutto in una giornata in cui intere famiglie si trovano nella campagna e ci sono così tanti bambini - afferma Martini -. Ma la persona che ha sparato ha fatto partire il colpo ad altezza d’uomo e in campo aperto, dove non c’era nemmeno un cespuglio di mezzo».