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Ricordiamo
l'appuntamento
del 7 giugno a Milano: la grande mobilitazione della MARCIA
PER IL CLIMA che noi come Legambiente, insieme a un ampio comitato
promotore, abbiamo promosso.
Lo
facciamo proprio oggi, dopo le dichiarazioni del ministro dello sviluppo
economico Claudio Scajola sul ritorno al nucleare. Dichiarazioni che
dimostrano quanto le nostre preoccupazioni fossero fondate. Puntare
sul nucleare oggi non vuol dire solo scegliere una via insicura e
antieconomica, vuol dire anche abbandonare la via della sostenibilità e
dello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili.
La
nostra associazione è nata nel pieno della contestazione del "no al
nucleare" e ha fatto di questa battaglia uno dei principi cardine legato
alla salute e alla sicurezza.
L’8
novembre 1987 l'Italia ha detto no al nucleare;
quel referendum è una delle vittorie più significative della storia del
nostro paese negli ultimi 50 anni. Il ripudio del nucleare è ancora oggi
il punto di partenza per un'Italia che vuole guardare al futuro, nel
rispetto dell'ambiente.
Dobbiamo
difendere questa scelta,
in maniera radicale e scendere in piazza il 7 giugno per dire di nuovo
"No al nucleare", per sempre.
Dobbiamo sfruttare
la grande occasione del 7 giugno
per opporci a un fantomatico modello di sviluppo energetico basato sul
nucleare.
Dobbiamo farlo
adesso e dobbiamo essere in tanti.
Oggi più che ieri,
la Marcia per il clima rappresenta una grande occasione per ribadire i
motivi del nostro no al nucleare e difendere il ripudio di questa
sconveniente, insicura e insostenibile fonte energetica.
Tutte
le informazioni sul 7 giugno potete trovarle su
www.legambiente.eu.
Online anche l'ultimo dossier di Legambiente sul nucleare. |