L’iniziativa
del Circolo Legambiente di Petilia Policastro (KR): “Alla scoperta
del bosco del Gariglione”, in uno dei luoghi più belli e integri del
Parco Nazionale della Sila, si è avvalsa della collaborazione
dell’'U.T.B. - ufficio territoriale della
biodiversità- di Catanzaro, della partecipazione delle
associazioni: Sentieri e Paesaggi di Sersale, il comitato POSEIDON di
Cropani. Domenica 4 luglio, i volontari dell’associazione, l’ispettore
superiore Carmine Scandale del Corpo Forestale dello Stato, hanno
guidato i partecipanti in un’attività
alla scoperta
della flora e delle peculiarità naturalistiche del Parco, far
comprendere l’importanza della tutela delle aree naturali attraverso la
prevenzione. L’escursione, con partenza dalla caserma forestale del
Gariglione, si è snodata lungo il “Sentiero
dei “Giganti”,
che attraversa un’estesa riserva biogenetica finalizzata alla
conservazione e diffusione dell’abete bianco, una pianta particolarmente
resistente all’azione delle piogge acide, un bosco riconosciuto idoneo
alla produzione di seme di abete bianco per il buon valore genetico.
Inoltre, una parte del territorio è interessato al progetto europeo
“LIFE – Natura 2000”, curato dall’Istituto Sperimentale per la
Selvicoltura di Cosenza e dall’'U.T.B. -
ufficio territoriale della biodiversità- di Catanzaro.
Tutti insieme
contro gli incendi. E’ stato questo l’impegno degli oltre 50.000
volontari che nei boschi di tutta Italia si sono impegnati in opere di
prevenzione e salvaguardia per le aree verdi, minacciate ogni anno da
incendi. Oltre 500 le iniziative organizzate in tutta la Penisola dai
volontari della protezione civile, gruppi scout, cittadini insieme agli
agricoltori e ai cacciatori in occasione dell’VIII edizione di Non
scherzate col Fuoco, la campagna nazionale di Legambiente e
Dipartimento della Protezione Civile per contrastare gli incendi.
Un’iniziativa che si avvale del patrocinio del Corpo Forestale dello
Stato. Un’azione utile e necessaria per fermare gli incendiari, a cui
possono essere ricondotti la gran parte dei roghi che si verificano in
Italia e che troppo spesso sono protetti da un muro di omertà. “Un’azione
collettiva concreta che testimonia – spiega Simone Andreotti,
responsabile Protezione Civile di Legambiente – il grande interesse e
la voglia dei cittadini di diventare protagonisti nella difesa del
territorio, costituito da aree di grande pregio ambientale e
naturalistico, messo ogni estate a dura prova dal fenomeno degli
incendi, con gravi conseguenze per la biodiversità e pericolo per i
cittadini stessi”. Non si scherza neanche con i dati. Secondo il
Corpo Forestale dello Stato nel 2009 su tutto il territorio nazionale si
sono registrati 5.422 incendi che hanno percorso una superficie di
73.355 ettari di aree forestali. Un bilancio relativamente positivo
rispetto al 2008, con una riduzione degli incendi di circa il 20%. Una
boccata d’ossigeno per il nostro patrimonio boschivo, un dato che mette
in luce come il fenomeno incendi non sia più un’emergenza nazionale ma
resti particolarmente grave in alcune regioni del Sud e nelle isole. I
miglioramenti registrati sono dovuti sicuramente sia ad una maggiore
consapevolezza da parte della società civile dei reali danni ambientali
ed economici provocati dagli incendi, ma anche alle attività di
controllo del territorio e alla sanzione dei reati condotte dal Corpo
Forestale dello Stato. Nel 2009 la Forestale ha accertato 5.362 reati
d’incendio, effettuato 187 sequestri, mentre sono stati identificati e
denunciati 459 incendiari, e 17 persone sono state arrestate. “Sensibilizzazione,
sanzione dei reati e attività di spegnimento incendi – aggiunge
Andreotti – sono attività utili, ma che da sole non bastano a salvare
i nostri boschi dalla pericolosità delle fiamme. Per contrastare
efficacemente il fenomeno - conclude Andreotti - è necessario
eliminare la possibilità di speculare sulla gestione delle aree bruciate
proseguendo sulla strada indicata dalla normativa vigente in materia di
catasto dei territori percorsi dal fuoco, anche ai fini della promozione
e valorizzazione delle località interessate, in altre parole stroncare
sul nascere gli incendi dolosi, vera piaga italiana”.
Comunque, la
diminuzione, negli ultimi anni, degli incendi boschivi nel territorio
del Parco è anche il frutto anche delle continue campagne di educazione
e sensibilizzazione delle associazioni ambientaliste, il Circolo
Legambiente di Petilia ha partecipato, per diverso tempo, ad un’attività
di antincendio allestendo delle postazioni, fisse e mobili, per la
segnalazione degli incendi boschivi nel territorio del Parco Nazionale
della Sila, ricadente nel Comune di Petilia Policastro.
Nel caso di avvistamento di focolai di incendi occorre
telefonare tempestivamente al 1515 numero di emergenza ambientale del
Corpo Forestale dello Stato.
La
salvaguardia dei boschi dipende anche da noi, non scherzate col fuoco!