PETIZIONE POPOLARE

LA SARDEGNA NON DEVE ESSERE IL DEPOSITO DEI RIFIUTI RADIOATTIVI

 

Con una ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri è stato dato alla Sogin, la società del Ministero del Tesoro che deve occuparsi dello smaltimento di scorie radioattive e dell'individuazione di siti nazionali di stoccaggio, l'incarico di adottare misure immediate finalizzate alla messa in sicurezza di materiali radioattivi presenti in alcune regioni italiane, considerate ad elevato rischio anche in presenza di moderne tecnologie di sicurezza.

Il neo presidente della Sogin, Carlo Jean, appena nominato "Commissario delegato per la messa in sicurezza dei materiali nucleari", ha creduto di individuare la Sardegna come deposito unico dei rifiuti radioattivi, ignorando così le stesse proposte dell'ENEA, che aveva escluso un'ipotesi del genere, formulate sulla base di criteri tecnico scientifici In seguito ad una interrogazione parlamentare, il Ministro Giovanardi non ha smentito le intenzioni della Sogin.

Dopo la base dei sottomarini atomici di Santo Stefano, dopo la possibile presenza di uranio impoverito nel Poligono di tiro di Quirra, dopo gli stoccagi di rifiuti pericolosi provenienti da altre regioni italiane, ancora una volta è la Sardegna ad essere considerata la pattumiera italiana dei rifiuti ad alto rischio. L'atteggiamento punitivo verso la nostra isola non è nuovo. In passato vi trasferivano gli impiegati scomodi. Oggi si fanno le carceri speciali o, peggio, si vogliono inviare le sostanze radioattive che possono mettere a repentaglio la salute.Ma nei cittadini sardi è cresciuta la consapevolezza dei propri diritti e questa volta la Sardegna dice un no chiaro e determinato. Rifiutiamo questo disegno perché incompatibile con le prospettive di sviluppo della nostra isola, perché danneggia in modo irreversibile il nostro ambiente naturale, perché minaccia la salute dei nostri cittadini. È il momento per i Sardi di una grande mobilitazione, di una battaglia di civiltà trasversale a tutte le forze politiche, alle associazioni, a tutti i cittadini. Se autonomia vuol dire diritto a decidere del proprio futuro, se sono queste idealità condivise in tutta l'isola, è il momento di dimostrare di saperle difendere, mettendo da parte particolarismi e riconoscendosi in una comunità consapevole.

Occorre rifiutare il disegno punitivo del Governo e della Sogin e occorre segnalare con forza i motivi di inquietudine che rappresentano per i Sardi la base atomica di Santo Stefano e il poligono di Quirra, sui quali chiediamo rigorose verifiche e una discussione aperta a soluzioni di maggiore serenità.Chiediamo in ogni comune la convocazione di assemblee comunali partecipate in modo che tutti i cittadini siano informati e possano esprimere azioni di cittadinanza attiva. Invitiamo i cittadini, le associazioni di base, le organizzazioni sindacali, gli organismi rappresentativi e le Amministrazioni Comunali, Provinciali e Regionale a guidare con la massima determinazione ed unità questa importante battaglia per i diritti della Sardegna, per dire forte e chiaro al Governo che il popolo Sardo si opporrà con tutte le forme possibili manifestazioni della propria volontà al disegno di trasformare la Sardegna in un deposito di scorie radioattive.

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DI LEGAMBIENTE NAZIONALE

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