AGOSTO PETILINO 2003  

       

Escursione nel “Bosco del  Gariglione”, 10 agosto   

Bici-escursione “Anello del Gariglione”,  17 agosto  

Incontro ex caserma forestale,  Villaggio Principe, 22 agosto 

Il Parco sotto le stelle, 12 agosto  

  Il Circolo Legambiente di Petilia Policastro ha partecipato all’Agosto Petilino 2003 con una serie di iniziative “per la tutela, promozione, del Parco Nazionale della Sila”, che hanno il  fine di far scoprire, promuovere, gli ambienti naturali e  le tradizioni del  territorio, estendere alla popolazione residente, ai turisti/emigranti, alle persone disabili, le attività di  conoscenza, fruizione degli ecosistemi naturali, per un uso sostenibile delle risorse ambientali.

Il Parco della Sila, tanto atteso, è stato istituito con il DPR del 14 novembre 2002, ha un'estensione complessiva di 75.700 ettari, di cui 7.555 ricadenti nella provincia di Crotone, 51.742 in quella di Cosenza e 16.380 in quella di Catanzaro. Il parco è  a sua volta suddiviso in due grandi zone sottoposte a due diversi regimi di tutela ambientale: la zona 1, a tutela integrale, per un'estensione di 19.900 ettari, e la zona 2, di tutela parziale, che copre un'area complessiva di 55.800 ettari. E’ stato nominato Presidente del Parco il Dott. Antonio Garcea, non si è ancora insediato l’Ente Parco a causa del solito modo di far politica, che gravi danni ha causato alla Calabria, all’ambiente calabrese. Il “nodo” è la mancata nomina dei 5 consiglieri “politici” in rappresentanza della Comunità del Parco. Il Comune di Petilia Policastro, nonostante l’esclusione di alcune importanti aree montane, ha dato il maggior contribuito nella provincia di Crotone con 3244 ettari (43 %) di territorio protetto, di cui 1081 in zona 1; ben il  34 % del territorio comunale è compreso nel Parco ! (dati rilevati dall’associazione).

Due momenti importanti dell’Agosto Petilino sono stati l’escursione e la biciescursione, rispettivamente del 10 e 17 agosto, un contatto con la natura, in uno dei luoghi più belli della Sila: il bosco del Gariglione. Norman Douglas, famoso viaggiatore inglese, agli inizi del secolo scorso definisce l’area del Gariglione come "un autentico Urwald o foresta vergine mai sfiorata da mano umana, unica in Europa, formata da migliaia di pini e di abeti barbuti e da quell’antica vegetazione indigena che spunta faticosamente dal terreno umido in cui i progenitori marciscono da secoli". Di questa originaria foresta ci rimane solo quest’indelebile testimonianza. Successivamente ci fu uno sfruttamento più intenso del bosco ad opera della SO.FO.ME (Società Forestale Meridionale), con la costruzione di  circa 30 Km di strade ferrate e di una teleferica che da quota 1573 metri, in loc. Differenze, andava a finire a quota 310 metri in loc. Foresta di Petilia Policastro; ben più grave fu la deforestazione operata  nel periodo bellico dagli anglo-americani. Oggi, grazie ad una buona politica di riforestazione è stato ricostituito gran parte del manto forestale originario, formato prevalentemente da faggi e abeti, sono ben pochi gli alberi secolari sopravissuti.