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San Giovanni in Fiore, 1 Agosto 2004 Comunicato Stampa PARTE LA CAMPAGNA DI LEGAMBIENTE CONTRO GLI INCENDI
NEI PARCHI I VOLONTARI DEI CIRCOLI SILANI CON IL MINISTERO
DELL’AMBIENTE PER LA SALVAGUARDIA DEL PARCO NAZIONALE DELLA SILA Gli incendi boschivi diventano, estate dopo estate, una vera e propria
emergenza che ogni anno trasforma in cenere le aree più belle del nostro
territorio. Lo scorso
anno sono divampati oltre 9.697
roghi che hanno bruciato 91.803
ettari di territorio, di cui 44.064
ettari di foreste e boschi, con un vertiginoso aumento rispetto agli
anni precedenti. Incendi sempre o quasi di origine antropica. In Italia, infatti, oltre
il 50% degli incendi sono di natura dolosa, appiccati intenzionalmente da piromani per varie ragioni: tra queste,
soprattutto, la speculazione e l’illusione di creare posti di lavoro
connessi alle attività di spegnimento. Interessi di pochi che
pregiudicano uno sviluppo economico compatibile con l’ambiente di intere
comunità. Il 25% degli incendi è di natura colposa,
provocati da imprudenza, negligenza e violazione delle norme. Per porre un
freno al dilagare di questo fenomeno, come ogni anno dal 2001, i volontari
di Legambiente partecipano alla Campagna nazionale antincendio boschivo
nelle aree protette, realizzata in collaborazione con la Direzione
Generale per la Protezione della Natura del Ministero dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio. In Calabria i circoli di San Giovanni in Fiore, Longobucco, Petilia Policastro e Zagarise, partecipano alla Campagna attraverso il presidio territoriale e la predisposizione di una fitta rete di postazioni, fisse e mobili, per la segnalazione degli incendi boschivi diffusa su tutto il territorio del Parco nazionale della Sila. “L’impegno dei nostri volontari – ha dichiarato Giannetto Alessio, Coordinatore dei circoli di Legambiente in Sila – per la tutela del Parco nazionale della Sila dagli incendi boschivi, si attua tutti i giorni dalle ore 8.00 alle 20.00 fino al 15 Settembre, e vede impegnati circa 50 volontari. Il fatto che anche quest’anno il Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente, Aldo Cosentino, abbia sostenuto la nostra iniziativa è il riconoscimento della serietà e dell’utilità delle nostra azione a tutela del patrimonio naturalistico del Parco”. Un riconoscimento ed un contributo quello di Legambiente, che si inquadra nella più generale azione svolta dal volontariato nella lotta agli incendi boschivi, che negli ultimi anni ha contribuito a spostare l’attenzione dallo spegnimento ad una visione più strategica attraverso una capillare opera di prevenzione e di repressione, per eliminare le condizioni che armano la mano di piromani ed ecomafiosi. Nonostante rimanga ancora tanto da fare, l’approvazione della legge quadro in materia di incendi boschivi, la 353/2000, ha rappresentato una svolta importante che ha permesso un cambio di cultura nella lotta agli incendi boschivi che sempre di più si è incentrata su prevenzione e controllo del territorio. Naturalmente la legge va migliorata, soprattutto per quanto riguarda alcuni aspetti sanzionatori e la verifica della sua piena applicazione da parte dei comuni. Infatti, da una recente indagine svolta da Legambiente su circa 1.000 comuni, emerge che due comuni su tre non svolgono ancora un sufficiente lavoro per contrastare la piaga degli incendi boschivi; e addirittura il 42% non fa praticamente nulla per fermare i roghi, mentre solo il 5% delle amministrazioni comunali realizza il catasto delle aree percorse dal fuoco, strumento fondamentale per evitare speculazione da parte dei piromani. Mentre il 60% dei comuni non realizza attività di manutenzione dei boschi, e fortemente carente risulta anche l’attività di informazione alla popolazione. “ I comuni - ha concluso Antonio Nicoletti, Responsabile nazionale della Campagna - risultano essere ancora in forte ritardo nell’applicazione della legge n. 353/2000 che rimane comunque un punto di riferimento per un impegno sempre maggiore da parte di tutti. Per quanto riguarda la Calabria, dall’indagine è emerso che 18 dei 29 comuni analizzati avevano subito incendi boschivi negli ultimi due anni, e di questi solo 3 hanno realizzato il catasto delle aree percorse dal fuoco”.
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