La UE condanna l’Italia

“Calabria tra gli inadempienti”

 

La Commissione Europea condanna l’Italia per insufficiente protezione dell’avifauna

 Arriva l’ennesima condanna da parte della Commissione Europea ai danni dell’Italia, ormai prossima a dover pagare ingenti somme di denaro, per la mancata realizzazione di una adeguata rete di Zone di Protezione Speciale per l’avifauna come previsto dalle Direttive Uccelli e Habitat.

La Commissione Europea cita alcune delle vistose inadempienze dell’Italia indicando, da nord a sud, la Lombardia che deve ancora istituire almeno 25 zone riconosciute importanti per gli uccelli, la Sardegna dove mancano all’appello altre 16 zone o la Calabria che, addirittura, non ha istituito la famosissima area antistante lo Stretto di Messina per la protezione della migrazione di migliaia di uccelli rapaci.

Ma se l’Europa condanna l’Italia, il Ministero dell’Ambiente italiano chiede conto alle Regioni. Infatti, buona parte delle accuse avanzate dalla Commissione Europea all’Italia sono dovute all’assenza di risposte da parte delle regioni ed in questo la Regione Calabria eccelle in negativo. Infatti, risultano senza risposta le richieste, su questa materia, avanzate dal Ministero dell’Ambiente alla Regione Calabria a partire fin dall’anno 2000, facendoci meritare la maglia nera per un silenzio quasi tombale.

“Alcuni casi sono eclatanti – dichiara Antonino Morabito, Responsabile Nazionale Fauna di Legambiente – come la zona antistante lo Stretto di Messina che è uno dei luoghi più noti in Europa per la migrazione dei rapaci. E’ necessario ed urgente intervenire per evitare inutili ripercussioni, dato che l’istituzione delle ZPS non comportano automaticamente alcun vincolo ma solo una maggiore attenzione nella gestione. Ad esempio, la zona antistante lo Stretto è particolarmente vulnerabile nei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno, quando l’attività venatoria è chiusa”.

Legambiente quindi non ci sta e chiede al Presidente Chiaravalloti e all’Assessore Regionale all’Ambiente Basile di intervenire con urgenza. Infatti, se l’approvazione delle Legge Regionale sulle aree protette e l’istituzione del Parco Regionale delle Serre testimoniano un’attenzione positiva e meritano il nostro plauso, è pesante il silenzio degli Uffici regionali sull’adeguamento della rete dei Siti d’Importanza Comunitaria e, soprattutto, delle Zone di Protezione Speciale, in virtù delle Direttive Habitat e Uccelli.

 “Vigileremo con molta attenzione sull’azione della Regione – aggiunge Lidia Liotta, Presidente di Legambiente Calabria –  e siamo disponibili a mettere in campo le tante capacità dell’associazione ma, se sarà necessario, faremo sentire il fiato sul collo a chi non lavorerà per valorizzare e ben gestire il patrimonio naturale del Paese. La Calabria non deve essere il fanalino di coda in alcun campo, tanto meno per le risorse strategiche dello sviluppo del nostro territorio”.

 

L’Ufficio Stampa di Legambiente Calabria

(Reggio Calabria, 30 gennaio 2004)

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