Biciescursione
17 agosto
La biciescursione, organizzata da Tonino Lombardo
del Gruppo F.I.A.B. – Federazione Amici della Bicicletta- di
Legambiente, si è avvalsa della collaborazione dell’associazione Club
Impronte d’Avventura guidata dal Presidente Salvatore Floro.
L’iniziativa si propone, attraverso l’uso della bicicletta, di
valorizzare le risorse del Parco, nel rispetto e tutela degli ecosistemi.
Però, troppo spesso, assistiamo ad un uso spropositato di moto,
fuoristrada, che raggiungono i posti più incontaminati. L’itinerario si
è snodato lungo il tracciato della
vecchia ferrovia della SO.FO.ME., una comoda strada a fondo naturale che
corre a mezza costa attorno al Monte Gariglione (1765 m), la vetta più
elevata della Sila Piccola. Come
partenza dell’itinerario è stato scelto il bivio Spuntone (Principe),
un percorso pianeggiante che attraversa le località di Differenze,
Macchia dell’Orso, caserma del Gariglione, Mamma Giuseppina, Buonanotte,
Manca del Cervo. Un fuori programma, molto significativo e abbastanza
triste, è stata la visita a Prometeo, un abete secolare nei pressi di Tirivolo, uno
degli alberi più grandi della Sila (v. sotto).

Visita
a Prometeo
Hanno
ucciso Prometeo
Nello scorso mese di ottobre 2001, nel
Parco Nazionale della Sila, più precisamente nella grande foresta
del Gariglione, immensa distesa di faggi ed abeti ed una delle più
belle foreste italiane, è stato bruciato "Prometeo", il più
grande abete (Abies alba Mill.) esistente della sua
specie.
Era un gigante di 2.40 metri di diametro per oltre 35 metri di altezza.
Possedeva la veneranda età (stimata) di 400 anni e,
recentemente era stato attrezzato un sentiero e numerose tabelle
informative, volte a pubblicizzarne la presenza presso le comunità locali
ed i numerosi turisti che visitano questa parte della Sila.
La sua relativa vicinanza alla strada asfaltata che conduce alla Caserma
Gariglione del CFS aveva fatto sì che il "Gigante della Sila"
divenisse ben presto una vera attrazione turistica della zona.
Forse, proprio la sua "fama" ha contribuito a che vandali o
personaggi che non gradivano una frequentazione di quei luoghi,
appiccasero il fuoco all'interno del suo tronco ormai quasi cavo.
L'abete è bruciato per circa 24 ore, fino a quando il CFS è stato
allertato ed ha tentato, invano, di domare le fiamme.
Ora Prometeo giace come un gigante abbattuto dalla stoltezza umana,
così come avvenne nel 1993 per il pino loricato (Pinus leucodermis
Antoine) del Pollino, anche stavolta l'imbecillità di taluni ha avuto la
prevalenza sull'interesse della comunità.
Un simbolo, il simbolo del grande bosco del Gariglione, è stato
annientato da coloro i quali non vogliono che la regione emerga
dall'oblio, ma gli stolti, non sanno che la foresta è
disseminata di migliaia di giovani abeti, degni figli del patriarca e
vigorosi eredi della grandezza del genitore.
Molte sono le probabilità che i figli di Prometeo raggiungano le sue
stesse dimensioni, sicché è stato annientato il simbolo ma non la sua
funzione.
All'interno del Gariglione sono rimasti altri abeti giganti, ma nessuno di
questi raggiunge le dimensioni di Prometeo.
Ora, il più grande è un abetone del M. Femminamorta, che misura 2 metri
di diametro per 48 di altezza, ma ce ne sono altri (circa 10) che lo
distanziano di poco. Sono tutti dispersi all'interno della foresta e di
difficile rintracciabilità, per fortuna. Infine, in seguito a tale
avvenimenti, il CFS ha deciso di non intervenire più nella marcatura e
segnalazione di tali colossi vegetali.
Questa dolorosa decisione è stata presa per evitare il ripetersi
di tali avvenimenti. Un'altra occasione mancata. Peccato.
Hanno ucciso Prometeo
Del 09/01/2002 - di Enrico Rovelli - www. lucanianet.it