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GAME FAIR: LA
NATURA STA DALL’ALTRA PARTE La
riproposizione del Game Fair, rassegna di fucili da caccia, pesca, tiro
con l’arco e rodei alla
texana sull’altipiano silano, stupisce non tanto per la legittima
esposizione di doppiette e automatici di vario calibro, vino, butirri e
soppressate, quanto per i contorsionismi verbali cui si sottopongono
politici, organizzatori e qualche giornalista dai facili entusiasmi nel
tentativo, un po’ patetico a dire il vero, di spacciare un’ operazione
di promozione venatoria addirittura per una “festa dell natura”.
Stupisce la pervicacia con
cui tutti si affannano a voler conciliare con le parole ciò che è
inconciliabile nella realtà: e’ un po’ come dire che il caffè è
ottimo con il sale, che il Cavaliere stravede per Marx e che Bin Laden e
George Bush sono amiconi di vecchia data. E allora, divertitevi pure a
maneggiare fucili, a tirare alle sagome dei cinghiali in attesa di farlo a
quelli veri, ma, per decenza, risparmiateci i discorsetti sulla natura e
sulla bellezza del creato. Siamo a Molarotta, mica ad Assisi. Si è detto infatti che a Camigliatello la Natura è stata la protagonista, ma non mi pare che famose ditte che producono armi siano diventate delle benemerite fondazioni per la tutela degli animali e degli ecosistemi, né basta l’esibizione di qualche falco ammaestrato o il ruminare di un bovino di razza chianina per cambiare il carattere della manifestazione che non era certo un raduno di Hare Krishna. E se la prova del rapporto con la natura è dato dalle “80.000 cartucce sparate nella passata edizione” (non conosciamo ancora i dati di quest’ultima) a sparare pure qualche cannonata tra i boschi di Pino laricio, seguendo la stessa logica, vorrà dire che il rapporto avrà raggiunto il massimo dell’intensità. Comunque,
complimenti per l’organizzazione: dalla Fanfara dei Bersaglieri alle
Guardie a cavallo, fino alla scamorza, naturalmente silana, tutto è stato
perfetto: peccato che quando si tratta di salvare un
falco (di quelli liberi), preso a fucilate, se non fosse per
l’amico Nunzio che si riempie il cofano di animali massacrati e parte
per Cosenza, altro che festa della Natura. Qui si fa la festa alla Natura! E
complimenti pure al nostro Governatore,
davvero impareggiabile nel favoleggiare di una Calabria tutta
bella, onesta e pulita, abitata da un popolo dall’animo mite e gentile,
avvezzo com’è, da fine intellettuale, a leggere dei quotidiani locali
solo l’elzeviro. Intendiamoci:
che i produttori di fucili e
pistole pubblicizzino i loro prodotti è un fatto “normale” in una
società in cui migliaia di persone amano la compagnia di un revolver o si
divertono ad uccidere gli animali per “sport”, ma che la fucilazione
di un essere vivente, sia esso un fringuello o un capriolo, venga
addirittura contrabbandata per amore verso la natura, suona come
un’offesa all’intelligenza dei lettori e dei telespettatori. E
ciò per un motivo molto semplice: perché
chi ama la vita, non la toglie, la rispetta. Mi
conforta, e non poco, il pensiero che in Sila la Natura sia davvero
protagonista. Nel
silenzio dei boschi, al di là degli steccati del Game Fair. Pino
Paolillo del WWF Regione Calabria
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