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Parco
Nazionale della Sila incontro
a Pagliarelle di Petilia Policastro Il Circolo Legambiente di Petilia Policastro ha organizzato nei giorni scorsi a Pagliarelle, a poche centinaia di metri dalla caserma forestale di Vaccarizzo, un incontro/discussione sul Parco Nazionale della Sila, che ha visto la partecipazione di Antonio Nicoletti, responsabile Nazionale Aree Protette di Legambiente. Il Presidente del Circolo Luigi Concio, ha introdotto la discussione affermando: “l’iniziativa di oggi è un momento per fare informazione, confronto, un parco può decollare se riesce ad ottenere il consenso della popolazione locale, se coinvolge la comunità dei paesi del Parco”. Successivamente sono stati forniti alcuni dati relativi a Petilia Policastro, un Comune che è passato dai 736 ettari ricadenti nel “vecchio” Parco Nazionale della Calabria, ai 3244 ha attuali, oltre il 32 % del territorio comunale, il 43 % del territorio della provincia di Crotone nel Parco Nazionale della Sila. Un territorio con un grande patrimonio di risorse ambientali, naturali, culturali, ma con un negativo quadro socioeconomico. Questo settore del Parco presenta importanti emergenze storico-naturalistiche: i fiumi Soleo e Tacina, inseriti nel progetto Bioitaly, aree protette di interesse comunitario (SIC), la presenza della riserva naturale biogenetica Gariglione - Pisarello, la presenza di importanti testimonianze legate allo sfruttamento del bosco nel secolo scorso. “La Legambiente di Petilia, da diverso tempo, ha suggerito l’area della caserma forestale di Vaccarizzo, per l’importante ruolo di “Porta del Parco”, in cui realizzare un centro per i visitatori e per l’educazione ambientale, farne il punto di partenza di una serie di percorsi come “luoghi della memoria”, dove si integrano diversi aspetti ambientali, culturali, produttivi, sociali, un intreccio tra natura e cultura, recuperando attività e strutture tradizionali. Un luogo che ha tutti i requisiti per ospitare una delle strutture del C.T.A. – Centro Territoriale Ambiente -, il servizio di sorveglianza del Parco da parte del Corpo Forestale dello Stato”. Antonio Nicoletti, nel suo intervento, dopo aver ricordato l’importante ruolo della Legambiente per la nascita del Parco Nazionale della Sila, con la presenza di ben cinque circoli nella comunità dei paesi del Parco: Corigliano, Longobucco, Petilia Policastro, San Giovanni in Fiore, Zagarise, ha lanciato un forte allarme legato alle recenti nomine dei consiglieri dell’Ente Parco da parte del Ministro dell’Ambiente e quello delle Politiche agricole, espressione di una chiara appartenenza partitica, affermando: “in Sila si mette in discussione il sistema nazionale delle aree protette, l’equilibrio legato alla legge quadro la n.394 del 1991, che ha consentito in pochi anni di raggiungere oltre i 3 milioni di ettari tutelati, ricadenti in 3000 comuni, che ha dato una speranza di futuro ai piccoli comuni; nei giorni scorsi la Legambiente, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, ha promosso l’iniziativa “PiccolaGrandeItalia”. Con queste scelta si è deciso di “occupare” l’Ente Parco. Con l’Amministrazione del Parco, che tra alcuni giorni si insedierà, non faremo “sconti”, il Parco va condiviso, difeso”. I successivi interventi sono stati incentrati su due aspetti: le opportunità di sviluppo legate al Parco e le nomine dei consiglieri. Il Sindaco di Petilia Policastro Giuseppe Ceraudo, nel suo
intervento ha ricordato “che con il 32 % di territorio comunale, non
è scandaloso, né campanilistico, chiedere una maggiore attenzione, una
ricaduta in termini di investimento per il nostro territorio, altri comuni
nella fase di perimetrazione hanno escluso gran parte del loro territorio
montano pensando ad un altro tipo di sviluppo, per noi è prioritario
l’aspetto educativo-ambientale, quindi l’importanza della caserma di
Vaccarizzo, per allestire un Centro di Educazione ambientale, un’oasi
faunistica”. Salvatore Scalise, del direttivo dei DS, ribadisce che “i segnali sono precisi e preoccupanti” e lancia la provocazione: “uscire dal Parco, anche attraverso un referendum”. Santino Scalise, Vice Presidente della comunità Montana
alto Marchesato, condivide l’analisi svolta da Antonio Nicoletti e
afferma: “uscire dal Parco è e deve rimanere una provocazione. Le
recenti scelte “politiche” vanno nella direzione di affossare il
Parco; la nomina in precedenza dei cinque consiglieri da parte della
Comunità del Parco, 26 enti su 31 guidati dal centrosinistra, è stata
fatta con accuratezza, rapportata alla maggioranza politica, queste nuove
nomine sono state “calate” politicamente”. Dello stesso tenore
l’intervento di Rodolfo Calaminici, Assessore ai Lavori Pubblici,
“occorre una forte mobilitazione, anche con forme di protesta,
se si continua con questa gestione clientelare, scandalosa è stata
la nomina di due rappresentanti di associazioni ambientaliste
sconosciute, che non hanno legami con il territorio ”. Infine,
Vincenzo Rizza, segretario dello SDI, invita il Circolo Legambiente di
Petilia ad avviare un’azione di concertazione con tutte le forze
politiche e con l’Amministrazione Comunale, per fare un fronte comune.
Nelle conclusioni Antonio Nicoletti, ha ricordato che con la proposta di uscire dal Parco si dà ragione a chi il Parco non lo vuole, “occorre invece alzare il livello di discussione, i territori devono contare, e chiedere quanto gli spetta” , ricordando che il Parco Nazionale del Pollino si amplierà con nove nuovi centri urbani, un Parco che ha ottenuto, negli ultimi sette anni, fondi dal ministero per oltre 22 milioni di euro, confrontati con i 6 del Parco Nazionale della Sila. In più circostanze, nel corso dell’incontro, gli
esponenti di Legambiente hanno rimarcato che le loro critiche, su questo
modo di operare, sono legittime, ricordando che nella fase
“travagliata” della perimetrazione del parco, furono dello stesso
tenore quelle rivolte al centrosinistra.
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