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Il Parco Nazionale della Sila
Non tutti lo sanno ma anche il nostro Sud, terra di sole e di mare, di scogliere e campi bruciati della gàriga, ha il suo angolo di Scandinavia: la Sila , per decenni il meno conosciuto dei parchi nazionali, che d'estate è un'oasi di frescura con le sue sconfinate "nordiche" pinete e d'inverno resta spesso isolata, seppellita sotto metri di neve. L'istituzione del Parco Nazionale della Sila è l'occasione per valorizzare e rendere appieno note le sue tante risorse naturalistiche e paesaggistiche: dal lupo alla lepre italica, dai laghi ai grandi pini larici. La storia del Parco, travagliata e poco nota, ha inizio nel 1968 quando venne approvata la legge che istituiva il Parco della Calabria. Molte, però, furono le perplessità tra tecnici e naturalisti. Intanto il parco che nasceva sarebbe risultato frazionato in diversi settori, distanti fra loro. E ciò nonostante la necessità, per soddisfare le abitudini dei grandi mammiferi che si volevano innanzi tutto proteggere, di vasti ma contigui spazi protetti. Inoltre la legge istitutiva non estendeva affatto la tutela del territorio, essendo questo già di proprietà demaniale al 90% da decenni se non, come in alcuni casi, da secoli. La perimetrazione definitiva del parco, delineata solo dieci anni dopo, individuava tuttavia tre distinte aree protette: la Sila Grande in provincia di Cosenza, con estensione di 7.000 ettari ; la Sila Piccola in provincia di Catanzaro, con estensione attuale di 5.700 ettari ; l'Aspromonte in provincia di Reggio Calabria, estensione 3.200 ettari . Più recentemente (legge quadro n. 394 del 6 dicembre del 1991) l'istituzione del Parco Nazionale dell'Aspromonte , sottraendogli un'area, aveva quasi declassato il ruolo delle due restanti zone a quello di riserve naturali. Un pericolo che è stato scongiurato con la legge che istituisce il Parco Nazionale della Sila, il D.P.R. 14/11/2002 (Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 63 del 17/03/2003), ricomprende i territori già ricadenti nello "Storico" Parco Nazionale della Calabria (1968) che cessa di esistere. Tutela aree di rilevante interesse ambientale, in Sila piccola, Sila grande e Sila greca, per complessivi 73.695 ettari, in 21 Comuni, 6 Comunità Montane e 3 provincie della Regione Calabria; nella prov. di Crotone: Cotronei, Mesoraca Petilia Policastro, Savelli .