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CALABRIA
COMUNICATO
STAMPA
Reggio Calabria, 7.10.2004 L’ULTIMA
CONFERMA DEL TOTALE FALLIMENTO DEL
COMMISSARIAMENTO PER L’EMERGENZA RIFIUTI IN CALABRIA COMBUSTIONE
DEL CDR NELLA CENTRALE TERMOELETTRICA DI CUTRO (KR): IL
COMMISSARIO PUNTA SOLO SULL’INCENERIMENTO E
“CONDANNA" LA RACCOLTA DIFFERENZIATA Sono
state tante le polemiche sorte in questi giorni a proposito della
sperimentazione della combustione del Cdr nella centrale termoelettrica di
Cutro (Kr). Il polverone di polemiche rischia di far perdere di vista
quello che è il principale responsabile di tutta la vicenda: il
Commissario per l’emergenza rifiuti in Calabria. Occorre
da subito sgombrare il campo da allarmismi inutili e fuorvianti. Proprio
perché non c’è nulla di cui preoccuparsi se un impianto industriale
esistente, come una centrale termoelettrica o un cementificio, con un
adeguato sistema di combustione ed una efficiente sezione di abbattimento
fumi brucia Cdr. Soprattutto se è un Cdr di ottima qualità secondo
quanto previsto dalla normativa vigente (dm 5 febbraio 1998). Anzi è per
certi versi auspicabile, visto che è meglio recuperare energia dalla
combustione del Cdr piuttosto che conferirlo in discarica. Tutto questo
però doveva essere tenuto in considerazione anche durante la redazione
del Piano regionale rifiuti. E questo in Calabria non è stato fatto. Come
molti sapranno il Piano della Regione Calabria predisposto dal Commissario
per l’emergenza rifiuti ha previsto di avviare a incenerimento 800
tonnellate di Cdr al giorno in due impianti di incenerimento dedicati, e
cioè costruiti appositamente. La scelta dei due inceneritori fu da subito
fortemente criticata dalla nostra associazione, non per un’avversione
ideologica alla combustione dei rifiuti, che Legambiente non ha mai avuto,
ma perché il piano sembrava oggettivamente sbilanciato verso
un’eccessiva termovalorizzazione dei rifiuti a discapito delle politiche
di riduzione, o quantomeno di contenimento, della produzione e soprattutto
del recupero di materia da raccolta differenziata. La nostra opposizione
fu ancora più forte quando la seconda linea di incenerimento inizialmente
prevista nella parte settentrionale della Calabria è finita accanto alla
prima già in costruzione a Gioia Tauro, con immaginabili quanto ovvie
diseconomie nel trasporto dei rifiuti. Il
Commissario non ha quindi voluto assolutamente tener conto della
possibilità di far bruciare il combustibile in impianti industriali
esistenti sul territorio regionale, neanche quando era ormai saltata la
possibilità di installare la linea di incenerimento nel nord della
Calabria. Ma
il Commissario per l’emergenza rifiuti, che già da oltre un anno era a
conoscenza della autorizzazione provinciale alla sperimentazione della
co-combustione del cdr alla centrale a biomasse di Cutro, per quale motivo
la scorsa estate ha autorizzato il raddoppio dell’inceneritore di Gioa
Tauro, perseverando nell’errore della scelta delle due linee di
incenerimento? Ma non poteva da subito verificare la disponibilità di
utenze industriali in attività a bruciare il cdr, lasciando, come
inizialmente previsto, una sola linea nell’impianto di Gioia Tauro? Visto
che così non è stato fatto ora si rischia di aumentare ancor di più la
quota giornaliera di rifiuti della Calabria che vanno ad incenerimento.
Confermando nei fatti quanto denunciato dalla nostra associazione: che il
Commissario vuole puntare solo sull’incenerimento, senza fare il minimo
investimento sulle raccolte differenziate, che saranno “condannate” a
rimanere sulle percentuali ridicole attuali. L’ultima conferma del
totale fallimento del commissariamento per l’emergenza rifiuti in
Calabria. Lidia
Liotta Presidente di Legambiente Calabria
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