
Decreto
scorie (4/12/2003)
Scorie
Europa
Quale
sviluppo sostenibile con le scorie nucleari ?
Nei
giorni scorsi si è svolta a Petilia Policastro un’assemblea organizzata
dal locale circolo di Legambiente per
discutere delle “prospettive di sviluppo sostenibile legate al Parco
Nazionale della Sila e del problema relativo alle scorie nucleari”.
Gran parte della discussione, com’era prevedibile, si è incentrata sul
problema delle scorie, una scomoda eredità della stagione italiana del
nucleare, interrotta con un referendum nel 1987, in cui la stragrande
maggioranza degli italiani ha detto No al Nucleare.
Negli ultimi tempi anche grazie ai frequenti black-out energetici
c’è chi ancora prospetta un nucleare “sicuro”. La Calabria è una
delle regioni più verdi d’Italia, definita il “giardino
d’Europa”, con 500.00 ettari di bosco, con il 18 % di territorio
protetto: 3 Parchi Nazionali, aree protette regionali, SIC – siti
d’importanza comunitaria- ; nella provincia di Crotone è presente
l’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto, il Parco Nazionale della Sila,
diverse aree SIC, siti archeologici. Territori, in cui è legittimo
prospettare uno sviluppo
legato alle straordinarie risorse ambientali, non luoghi in cui
“prosciugare” le risorse o da trasformare in diffuse pattumiere, non
solo “nucleari”. E’
preoccupante quanto si legge sulla stampa a riguardo la realizzazione di
una di una
mega discarica di tipo 2B per
rifiuti pericolosi e non in località Colombara, tra Cutro-Papanice
e Crotone, sono previste
come “indennità” delle royalty per il Comune di Crotone. Il dopo Scanzano Jonico, e
il successivo iter per l’individuazione del sito unico nazionale per le
scorie nucleari, mette ancor di più in allarme
la Calabria, il Crotonese: la presenza nella lista dei 13 siti
possibili del fiume Neto, l’area della miniera di salgemma di Belvedere
Spinello. Tempestivo è stato il Consiglio Regionale della Calabria che ha
approvato all’unanimità una
legge che dichiara ”il
territorio regionale della Calabria denuclearizzato
precluso al transito e alla presenza , anche transitoria, di
materiali nucleari non prodotti nel territorio regionale”. Altrettanto
tempestivo è stato il sindaco di Belvedere Spinello Antonio Amato che ha
convocato un Consiglio Comunale straordinario, che ha visto la
partecipazione di numerosi amministratori comunali, provinciali,
regionali, associazioni, tra cui Legambiente
Petilia. L’area del
fiume Neto, dagli stessi studi della Sogin S.p.A., la società di gestione
degli impianti nucleari, non presenta i requisiti migliori per lo
smaltimento di scorie nucleari ad alta attività, che hanno tempi di
decadimento di decine di migliaia di anni, che per loro natura devono
essere depositate in formazioni geologiche profonde. L’area è ad
elevato rischio sismico ed è in grave stato di dissesto idrogeologico
sotterraneo legato allo sfruttamento del giacimento di salgemma, che ha
determinato nel 1984 il collasso della miniera e la conseguente
fuoriuscita di una enorme quantità di salamoia che causò la distruzione
di 120 ettari oliveti e agrumeti.
Tutto ciò
non ci deve tranquillizzare, non ci deve indurre ad abbassare la guardia.
Nei prossimi giorni il nostro Circolo avvierà una serie di incontri,
momenti informativi per discutere
del rischio nucleare; un apposito spazio web è stato allestito nel nostro
sito: www.legambientepetilia.it
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