CONSIGLIO COMUNALE A BELVEDERE SPINELLO

5 DICEMBRE 2003

ASSEMBLEA A PETILIA POLICASTRO

6 DICEMBRE 2003

 

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Decreto scorie (4/12/2003)

Scorie Europa

Quale sviluppo sostenibile con le scorie nucleari ?

 Nei giorni scorsi si è svolta a Petilia Policastro un’assemblea organizzata dal locale circolo di Legambiente  per discutere delle “prospettive di sviluppo sostenibile legate al Parco Nazionale della Sila e del problema relativo alle scorie nucleari”. Gran parte della discussione, com’era prevedibile, si è incentrata sul problema delle scorie, una scomoda eredità della stagione italiana del nucleare, interrotta con un referendum nel 1987, in cui la stragrande maggioranza degli italiani ha detto No al Nucleare.  Negli ultimi tempi anche grazie ai frequenti black-out energetici c’è chi ancora prospetta un nucleare “sicuro”. La Calabria è una delle regioni più verdi d’Italia, definita il “giardino d’Europa”, con 500.00 ettari di bosco, con il 18 % di territorio protetto: 3 Parchi Nazionali, aree protette regionali, SIC – siti d’importanza comunitaria- ; nella provincia di Crotone è presente l’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto, il Parco Nazionale della Sila, diverse aree SIC, siti archeologici. Territori, in cui è legittimo prospettare  uno sviluppo legato alle straordinarie risorse ambientali, non luoghi in cui “prosciugare” le risorse o da trasformare in diffuse pattumiere, non solo  “nucleari”. E’ preoccupante quanto si legge sulla stampa a riguardo la realizzazione di una di una mega discarica di tipo 2B  per rifiuti pericolosi e non  in località Colombara, tra Cutro-Papanice e Crotone, sono  previste  come “indennità” delle royalty  per il Comune di Crotone.  Il dopo Scanzano Jonico, e il successivo iter per l’individuazione del sito unico nazionale per le scorie nucleari, mette ancor di più in allarme  la Calabria, il Crotonese: la presenza nella lista dei 13 siti possibili del fiume Neto, l’area della miniera di salgemma di Belvedere Spinello. Tempestivo è stato il Consiglio Regionale della Calabria che ha approvato all’unanimità  una legge  che dichiara ”il territorio regionale della Calabria denuclearizzato  precluso al transito e alla presenza , anche transitoria, di materiali nucleari non prodotti nel territorio regionale”. Altrettanto tempestivo è stato il sindaco di Belvedere Spinello Antonio Amato che ha convocato un Consiglio Comunale straordinario, che ha visto la partecipazione di numerosi amministratori comunali, provinciali, regionali, associazioni, tra cui  Legambiente Petilia.   L’area del fiume Neto, dagli stessi studi della Sogin S.p.A., la società di gestione degli impianti nucleari, non presenta i requisiti migliori per lo smaltimento di scorie nucleari ad alta attività, che hanno tempi di decadimento di decine di migliaia di anni, che per loro natura devono essere depositate in formazioni geologiche profonde. L’area è ad elevato rischio sismico ed è in grave stato di dissesto idrogeologico sotterraneo legato allo sfruttamento del giacimento di salgemma, che ha determinato nel 1984 il collasso della miniera e la conseguente fuoriuscita di una enorme quantità di salamoia che causò la distruzione di 120 ettari oliveti e agrumeti.

Tutto ciò non ci deve tranquillizzare, non ci deve indurre ad abbassare la guardia. Nei prossimi giorni il nostro Circolo avvierà una serie di incontri, momenti informativi per  discutere del rischio nucleare; un apposito spazio web è stato allestito nel nostro sito: www.legambientepetilia.it .