LEGAMBIENTE CON ALTRE 18 ASSOCIAZIONI CONTRO IL CONDONO

CONTRO IL CONDONO
19 ASSOCIAZIONI PRESIDIANO IL SENATO
"NO AL COSTOSO SCEMPIO DEL PAESE"


Un presidio permanente per tutto il tempo del dibattito parlamentare contro il condono edilizio e la sanatoria che consente di legalizzare gli abusi costruiti anche sul demanio, di svendere il patrimonio disponibile dello Stato a chi ha commesso abusi sulla proprieta' pubblica, di cumulare le singole richieste di condono degli abusi edilizi per nuove costruzioni e di assolvere anche l'abusivo dell'ultima ora: e' questa la forma di protesta organizzata a partire da oggi a Roma, di fronte al Senato, da 19
associazioni ambientaliste e di tutela (ACLI ANNI VERDI - ANIMALISTI ITALIANI - ASSOCIAZIONE AMBIENTE E LAVORO - AMICI DELLA TERRA - ASSOCIAZIONE BIANCHI BANDINELLI - COMITATO PER LA  BELLEZZA - FAI - FARE VERDE - GREENPEACE - INU - ITALIA
NOSTRA - LAC - LAV - LEGAMBIENTE - LIPU - PRO NATURA - SOCIETA' GEOGRAFICA ITALIANA - VAS - WWF)

Dopo lunghi mesi di incertezza il Governo ha partorito infatti il Decreto-legge collegato alla Finanziaria 2004 che ora dovra' essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni. Con questa azione le associazioni denunciano e intendono coinvolgere l'opinione pubblica sui gravissimi danni che provocherebbe questo provvedimento: l'intervento piu' pesante si realizzerebbe proprio sul
demanio (specie marittimo), ovvero, su spiagge, coste e rive. Si interviene la' dove anche i due precedenti condoni si erano fermati. Si trascura il fatto che l'abusivismo edilizio sia anche un reato e quindi il condono costituisce un'amnistia a pagamento con la quale lo Stato si illude di fare cassa per risanare i suoi conti, dimenticando che non vi sarebbe alcuna certezza delle entrate, mentre certe  sarebbero le spese per i Comuni che saranno costretti a coprire i costi di urbanizzazione e di riqualificazione urbana. "Un condono pasticciato che deturpera' soprattutto spiagge e coste. Innanzitutto le garanzie inserite nel testo sono del tutto virtuali (difficile pensare che si riuscira' ad abbattere i manufatti abusivi sul demanio allo scadere delle concessioni che verranno rilasciate) - hanno dichiarato i Presidenti delle 19 associazioni ambientaliste e di tutela - con questa norma per la prima volta lo  Stato conferisce agli abusivi un diritto che prima non avevano introducendo
la possibilita' di chiedere il mantenimento delle costruzioni abusive; si potranno alienare i terreni del
patrimonio disponibile dello Stato sui quali sono stati realizzati abusi edilizi nonostante
non sia stato mai realizzato un censimento completo delle aree appartenenti al demanio
e al patrimonio. Si condoneranno gli abusi realizzati sino al 31 marzo del 2003 quando si sa bene che i comuni no sono certo in grado di valutare quali esattamente siano le opere costruite entro quella data. E intanto qua e la' in Italia si continua a costruire abusivamente. Se il Parlamento convertira' in legge questo provvedimento si inaugurera' una vera e propria tassa sugli illeciti, si delegittimera' qualsiasi forma di pianificazion e urbanistica e paesaggistica e si conferira' la patente di rispettabilita' sociale agli abusivi, facendo pesare per anni sulle tasche dei contribuenti gli effetti di questo "pasticcio legislativo".