Elettromagnetismo nel CrotoneseL’inquinamento da campi elettromagnetici rappresenta un elemento di forte preoccupazione nell’intera provincia di Crotone, individuato come una delle cause che generano neoplasie maligne. Sarà stata, probabilmente, per questa motivazione che, circa un anno fa, la Provincia di Crotone ha commissionato uno studio epidemiologico delle leucemie infantili nel territorio crotonese, relativamente alle misurazioni dei campi elettromagnetici a bassa frequenza, oltre alla realizzazione di un catasto delle sorgenti di campi elettromagnetici attraverso il rilevamento degli elettrodotti e delle cabine e sottostazioni elettriche. Venerdì 12 dicembre, il professor
Antonio Tanzariello - direttore della cattedra di Igiene industriale
all’Università di Messina, coordinatore e responsabile scientifico
del progetto commissionato dalla Provincia - ha presentato i dati dello
studio effettuato nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sala
Giunta del palazzo della Provincia e alla quale hanno preso parte
l’assessore provinciale all’ambiente, Lucio Cosentino, ed il
dirigente della Provincia, Nicola Artese. Nella relazione della ricerca si evidenzia: «Le misurazioni sono state effettuate prendendo come punto zero il centro geometrico del complesso scolastico e misurando i campi elettromagnetici fino a 20 metri rispettivamente a destra e a sinistra del punto zero. I valori da noi registrati, dei campi elettromagnetici, non hanno evidenziato campi elettromagnetici a bassa frequenza patologici per la salute dei bambini. I valori sono nettamente inferiori a quanto stabilito dal Dpr 381/98 (1volt/metro)». Inoltre, i valori di induzione magnetica,
secondo il Dpcm del ’92 e il successivo decreto del 2001, per le
scuole monitorate sono tutti inferiori a 0.1 microtesla [limite minimo
cui è sottoposta la popolazione che abita in prossimità dei tralicci
elettrici] tranne per la scuola elementare “Principe di Piemonte di
Crotone i cui valori, come rilevato dal grafico presente nello studio,
si aggirano intorno a 0.9 microtesla. Tutto bene? Non tutto purtroppo, perché tale studio non ha interessato tutti i fattori di rischio esistenti, dunque è una ricerca troppo parziale. Per fare un esempio è come se la statale 106, da cosiddetta strada della morte diventasse una strada sicura in virtù delle basse incidenze di mortalità… dei ciclisti! E’ un esempio, seppur estremo, ma
esaustivo per capire la funzionalità di questo studio che la Provincia
di Crotone ha commissionato, perché ha riguardato soltanto le basse
frequenza, escludendo dallo studio i tralicci per la telefonia mobile. Infatti, Giancarlo Spadanuda, consulente tecnico-scientifico per l’ettrosmog del Comune di Roma, circa l’affermazione secondo cui “I valori sono nettamente inferiori a quando stabilito dal Dpr 381\98”, rilevava: “Se l’affermazione è vera, è da precisare che, scientificamente e giuridicamente, valgono le seguenti affermazioni: le onde elettromagnetiche si distinguono a bassa e alta frequenza totalmente differenti per gli effetti biologici e clinici sul corpo umano. Il Dpr fa riferimento alle alte frequenze. Se, quindi, la ricerca è stata mirata alla rilevazione delle sole Cem a basse frequenze, andava applicato il Dpcm dell’ 8 luglio 2003. Essendo, quindi, stati confusi nella ricerca le Cem a bassa frequenza con quelle ad alta frequenza, la ricerca commissionata dalla Provincia di Crotone ha valore totalmente nullo.” La nota di Giancarlo Spadanuda è transitata sulla stampa locale in modo quasi anonima, senza suscitare troppi clamori, ma neanche nessuna smentita. Ma se la ricerca commissionata dalla provincia di Crotone ha avuto un valore totalmente nullo, è lapalissiano chiedersi a cosa sia servita: anche il più sprovveduto può dedurne uno spreco di soldi senza alcun beneficio per la collettività! Pino Fabiano, Area Locale 10/02/2004
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