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COMUNICATO STAMPA
Roma,17.12.2004
Da
oggi per tutto il week-end torna Mal'Aria
17/12/2004
12:33 - I volontari di Legambiente "vigili urbani" per
il fine settimana prenatalizio a caccia dei parcheggi selvaggi
A Roma, in via del Tritone così come a via Nazionale, per ogni minuto
che passa ci sono ben 3 automobilisti che invadono una corsia
preferenziale, a Napoli la stessa infrazione si ripete a Corso Umberto 12
volte al minuto, mentre a Palermo le corsie preferenziali istituite in tre
strade non sono praticamente rispettate da nessuno. Nella capitale in
tutte le strade monitorate ben il 75% delle automobili viaggia con a bordo
solo il guidatore, ogni quattro passaggi pedonali uno è poco visibile o
occupato, ogni 20 metri c’è un’auto in doppia fila. E anche Napoli
non si fa invidiare: due su quattro le strisce pedonali ostacolate, ben 30
le automobili parcheggiate in divieto di sosta e sui marciapiedi in una
sola strada del centro. A Torino nei pressi di Piazza Castello i guidatori
solitari sono addirittura l’80% e la metà dei passaggi pedonali
risultano poco visibili quando non sono occupati da auto in sosta. A corso
Calatafimi a Palermo addirittura ogni passaggio pedonale risulta essere un
posteggio.
Questa è l’anteprima del monitoraggio effettuato dai “vigili”
volontari di Legambiente che quest’anno inaugurano lo storico
appuntamento con Mal’aria, la celebre campagna dell’associazione
ambientalista che da oltre dieci anni fa sventolare centinaia di lenzuola
bianche sui balconi per dire “No allo Smog”. Il fine settimana che
precede il Natale vedrà dunque gli originali “controllori” di
Legambiente scendere per le strade e le piazze d’Italia per consegnare
agli automobilisti poco attenti delle "multe simboliche" in nome
di una mobilità sostenibile e per una città più vivibile e sicura.
Ma non saranno solo le “contravvenzioni ambientaliste” gli strumenti
di protesta di Mal’Aria 2005. Blitz, monitoraggi dell’aria e progetti
anti-smog uniranno la voce del popolo inquinato per sensibilizzare e
denunciare la gravità del problema e chiedere alle amministrazioni una
linea d'azione continuativa ed efficace.
“È sotto gli occhi di tutti che gli italiani continuano a preferire il
mezzo privato per spostarsi in città con un conseguente aumento delle
automobili in circolazione – dichiara Roberto Della Seta, presidente
nazionale di Legambiente - e questo inevitabilmente causa uno stato
permanente di allarme smog oltre che il continuo congestionamento delle
strade. Da un lato la rete dei trasporti pubblici non è abbastanza estesa
ed efficiente - continua Della Seta - e di certo questo non invoglia i
cittadini a modificare il proprio stile di vita quotidiano. E’
necessaria l’intraprendenza e la capacità delle amministrazioni locali
per studiare e attuare una politica anti-traffico su misura”.
Da oggi per tutto il week-end, occhi aperti sulle infrazioni: scatta in
oltre 30 città l’operazione Mal’aria 2005. I "vigili"
volontari di Legambiente insieme a cittadini e classi di bambini
scenderanno in strada tra le macchine in fila volantinando tra gli
automobilisti, contando le automobili che sono occupate da una sola
persona, distribuendo mascherine anti-smog, un regalo per tutti quelli
costretti ad iniziare e finire la loro giornata nel traffico.
Insomma di nuovo tutti in piazza e nelle strade per dire no allo smog a
Roma, Bologna, Torino, Milano, Genova, Napoli, Palermo, Bari, Pisa, Chieti,
Padova, Ragusa, Ancona, Bolzano, ReggioEmilia, Macerata, Ravenna,
Siracusa, Prato ma anche in centri minori come Lanciano, Sannazzaro Dè
Burgundi (Pavia), Lainate, Avigliano, Usmate Velate, Merate, Velletri,
Monterotondo, Guidonia, Aprilia, Pomezia, Grottaglie.
Ma cosa pensano gli italiani quando sono bloccati nel traffico?
In alcune delle strade più emblematiche per l’inquinamento da traffico
i vigili volontari di Legambiente hanno anche raccolto le testimonianze
degli automobilisti che rimangono in coda per lunghissimo tempo e cercare
di capire cosa pensano. Ne vengono fuori otto emblematici profili:
1. Gli strutturali. "Non si può andare avanti così, gli
amministratori dovrebbero...". Come per il calcio anche sul traffico
in Italia ci sono 50 milioni di ct. Basta sollevare il problema e
immediatamente si scatena il dibattito su cosa il governo locale dovrebbe
fare e non fa. Ne viene fuori un'accozzaglia di proposte molto poco
omogenee, spesso in conflitto tra loro: più mezzi pubblici, più
parcheggi, strade più larghe, meno motorini che tagliano la strada, meno
lavori in corso, ticket d'ingresso, più parcheggi, metropolitane, divieti
per i camion, meno bici che intralciano il traffico, ecc.
2. I salottieri. "Non penso a niente, mi guardo intorno/Guardo quelli
dentro le altre auto/Ascolto la radio/Mi rilasso/Parlo con amici/Faccio
telefonate". Ci hanno fatto l'abitudine, tendono a non pensare a
possibili vie d'uscita. L'abitacolo dell'auto diventa un rifugio, un
salottino dove si può stare tranquilli e magari cercare di incrociare lo
sguardo con il/la vicino/a di coda.
3. Quelli che "il traffico sono gli altri". "Ma perché non
se ne sta a casa 'sta gente/chissà cosa avrà da fare 'sta gente” e
simili. Per questa categoria di persone è sempre comunque colpa d'altri,
la famigerata "gente", quella che "riempie le strade invece
di starsene a casa sua".
4. Il tempo è denaro. "Penso a cose di lavoro/mi porto avanti sul
lavoro/faccio telefonate di lavoro". Sono persone che fanno di
necessità virtù e usano l'auto come estensione dell'ufficio.
5.I sanitari. "Che puzza/Che aria schifosa stiamo respirando" e
simili. L'inquinamento dell'aria e lo stato di salute dei loro polmoni (e
dei loro cari) è la loro principale preoccupazione.
6. I reattivi. "Forse dovrei prendere i mezzi pubblici/la bici/il
treno/Se solo potessi prendere i mezzi pubblici/la bici/il treno" e
simili. Sono propositivi, come gli strutturali, ma preferiscono pensare a
quello che possono (o vorrebbero poter) fare in prima persona per cambiare
sin da subito, senza stare ad aspettare che la soluzione cali dall'alto.
7. I sognatori. "Me ne voglio andare da questa città/Vorrei
volare/Vorrei il teletrasporto" e simili. Come i salottieri non
cercano vie d'uscita, ma invece di tirare completamente i remi in barca e
godersi in silenzio il tepore dell'abitacolo, preferiscono dare sfogo
all'auto(im)imobilismo vagheggiando improbabili fughe dalla città, se non
addirittura immaginando delle ali che li portino via.
8. Gli ansiosi. "Non troverò mai parcheggio/arriverò in
ritardo". Non immaginano vie d'uscita, né individuali, né
collettive. Completamente immersi nel tunnel ansiogeno del traffico,
soffrono dell'immobilismo, il loro pensiero è già rivolto al problema
successivo, il parcheggio.
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