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COMUNICATO STAMPA
Roma/Reggio Calabria, 5.12.2004 APPELLO PER LA MARCIA DELLO STRETTO La
Marcia dello Stretto di Messina, promossa mercoledì
8 dicembre (raduno ore
10,00 a piazza Cairoli,
Messina) da associazioni, coordinamenti, comitati di cittadini, partiti,
socialforum, sindacati di base, si ispira ad un modello di società
basato su principi ecosostenibili e
solidali e intende difendere la ricchezza paesistica, ambientale e
naturalistica del mare e delle terre tra Calabria e Sicilia,
di un luogo unico nella storia e nella cultura del Mediterraneo
In
questa zona ad levato rischio sismico e dai precari equilibri urbanistici
e territoriali, i Governi succedutisi in questi trenta anni hanno proposto
la realizzazione di un ponte che collegasse le due sponde dello Stretto.
Un ponte che, secondo l’ultimo progetto voluto dal Governo Berlusconi,
deve essere ad unica campata della lunghezza di 3.300 metri, con doppio
impalcato stradale e ferroviario, per un costo prudenziale stimato, oggi,
in circa 5 miliardi di euro.
La
scelta governativa è stata imposta ai cittadini italiani e alle città di
Messina e Villa San Giovanni, sfruttando i meccanismi antidemocratici di
semplificazione e accelerazione delle procedure della cosiddetta Legge
Obiettivo (L. n. 443/2001), che prevede in tutta Italia la realizzazione
(senza alcuna seria analisi degli impatti ambientali e del calcolo
costi/benefici per la comunità) di oltre 250 interventi per una spesa
complessiva preventivata di 125 miliardi di euro ed elevatissimi costi
ambientali e sociali. Il
governo lancia una sfida avventata e distruttiva che noi raccogliamo con
la Marcia per lo Stretto promossa per mercoledì 8 dicembre. Perché
riteniamo che questa sia una sfida sbagliata: -
per il progresso tecnologico. Non esiste ponte al mondo, stradale e
ferroviario, ad unica campata che superi i 1.100 metri. Allo stato attuale
delle conoscenze un ponte ad unica campata di 3.300 metri di lunghezza,
come quello voluto dal Governo, potrebbe essere costruito solo tra 100
anni. -
per i conti pubblici. Stime ufficiali prevedono che il traffico
stradale previsto nel 2032 sia di soli 18.500 autoveicoli al giorno,
quando (se davvero si volesse ripagare il ponte con i pedaggi)
bisognerebbe garantirne perlomeno 100.000, con le conseguenze prevedibili
per le aree urbane di Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria; il
traffico ferroviario è modesto ma le FS dovranno pagare una gabella
annua, quando il ponte andrà in esercizio, di 138 milioni di euro per
contribuire a ripagarlo e per garantirne gli elevatissimi costi di
gestione. -
per l’economia del Sud. I 5 miliardi iniziali e i 138 milioni
l’anno, per oltre 40 anni, potrebbero essere meglio impiegati per il
potenziamento e l’ammodernamento delle reti stradali e ferroviarie
siciliane e calabresi, per la ristrutturazione degli scali portuali e
aeroportuali e per incentivare il trasporto via mare e aereo di merci e
passeggeri; -
per il lavoro nel Mezzogiorno. L’occupazione temporanea nei 7
anni di cantiere, stimata dal Governo,
è gonfiata del 100%
e sarà richiesta manodopera ad alta specializzazione
che escluderà le maestranze locali mentre si nasconde che, a regime,
verranno tagliati centinaia di posti di lavoro tra gli addetti del
traghettamento. -
per l’ambiente- Con opere, cantieri, discariche e cave si devasta un
habitat unico nel Mediterraneo per la ricchezza della biodiversità e 11
tra siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale, tutelate
dall’Europa; la qualità della vita di decine di migliaia di cittadini
che vivono sulle due sponde, sarà compromessa definitivamente. -
per il territorio.
Dicono che il ponte reggerà
sismi anche elevati, ma solo il 25 % delle case di Messina e Reggio
Calabria sono in sicurezza antisismica. In caso di terremoto, le due città
si trasformerebbero in due cimiteri. Noi rispondiamo all’avventurismo del Governo chiedendo con la Marcia dello Stretto del 8 dicembre di: 1) bloccare la gara del General Contractor, indetta senza che siano state garantite le semplici regole della concorrenza e le norme sulla Valutazione di impatto ambientale; 2) impiegare i 5 miliardi di investimento per il ponte per adeguare e potenziare invece le infrastrutture esistenti in Calabria e Sicilia; 3) cancellare l’aiuto di Stato di 138 milioni di euro, garantito attraverso RFI, alla Stretto di Messina SpA; trasformare la Stretto di Messina SpA, 4) trasformare la Stretto di Messina S.p.A. costituita per realizzare il ponte, in una società per la promozione delle infrastrutture realmente utili al Sud. NO AL PONTE
Arci Sicilia Arci Circolo Thomas Sankara Associazione Mediterranea per la Natura Agire Solidale Cariddiscilla Comitato Cittadini contro il ponte Comitato la Nostra Città CUB Messina Federazione dei Verdi Italia Nostra Onlus Legambiente Onlus Lega Italiana Protezione Uccelli Messina Social Forum Polisportiva Movimento non Violento Rifondazione Comunista Sezione Gramsci - DS Sinistra ecologista Tra Scilla e Cariddi Vince Messina WWF Italia Onlus Per adesioni, scrivere un email a: marciadellostretto@yahoo.it e a.giordano@wwf.it
Al
24 novembre hanno aderito: Alfonso Gianni –
parlamentare nazionale – PRC Andrea Bignami – giornalista
– Roma Anna Donati – senatore
- Verdi Alfonso Pecorario Scanio –
parlamentare – Verdi Associazione Amici della Terra
Club – Messina Associazione Fare Verde –
Roma Associazione Geologia senza
Frontiere - Roma Associazione Mirto Verde –
Palermo Associazione Nesos - Isole
Eolie Associazione Terra e
Liberazione - Catania Comitato Antinucleare di
Basilicata Comitato Bellolampo –
Domenico Caprarotta Claudio Fava -
europarlamentare - DS Circolo Argonauti quo usque
Tandem - Messina Collettivo Universitario Gatti
Fisici – Catania Coordinamento Nazionale dei
Giovani Verdi C.R.I.C. C.S.O.A. “Angelina
Cartella” – Gallico (RC) CTG Marina di Gioiosa Edoardo Salzano - Prof. Ing.
Civ., urbanista - Venezia Fondo Siciliano per la Natura
– Catania Forum Ambientalista - Palermo Forum Ambientalista Nazionale Franco Giordano – capogruppo
alla Camera – PRC Fulvia Bandoli - parlamentare
nazionale - Sinistra Ecologista Gigi Malabarba – capogruppo
al Senato – PRC Giusto Catania –
europarlamentare PRC Grazia Francescato –
Presidente Europeo dei Verdi – cons.comunale Villa S. Giovanni Heidi
Giuliani ISERS
- Istituto di Studi e Ricerche Storiche e Sociali - Badia Polesine (RO) Loredana
De Pretis – Senatore - Verdi Legambiente
Circolo "Athesis" - Badia Polesine (RO) Mario di Mauro - scrittore –
Catania Mezzocielo - Palermo Michele De Palma –
coordinatore nazionale GC
Monica Frassoni - europarlamentare Verdi
Municipium - Ass.badiese per la promozione dei diritti di
cittadinanza - Badia Polesine RO) Nichi
Vendola – parlamentare nazionale – PRC Nuccio Iovine – senatore DS
– Calabria Palermo Web – Palermo Patrizia Sentinelli – resp.dipartimento
nazionale Movimenti e Ambiente PRC Pelagos e Gea – Villa San
Giovanni Pino Commodari – direzione
nazionale PRC Roberto De Benedictis –
parlamentare regionale – DS Roberto Musacchio –
europarlamentare – PRC Ugo Boghetta – responsabile
nazionale Trasporti - PRC Verdi/ALE - parlamento europeo
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