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- Il Circolo di Petilia ha contribuito con 130 firme certificate -
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Sono state consegnate in Parlamento le firme per la legge di iniziativa
popolare per le rinnovabili, promossa dal "Comitato per le rinnovabili
contro il nucleare", di cui fa parte un variegato schieramento di
partiti ed associazioni.
«Abbiamo superato le 80'000 firme certificate, mentre quelle raccolte,
ma altre ne stanno arrivando, hanno superato le 100'000 - dice il
presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - Legambiente ha dato
un grande contributo, tanto che, come ha detto lo stesso portavoce del
Comitato Alfiero Grandi, insieme alla Cgil abbiamo raccolto i due terzi
delle firme».
Ne complesso le firma raccolte dal Cigno verde hanno superato le 19'000
firme certificate e quelle raccolte sono state 21'000 raccolte. «Anche
il rapporto tra firme certificate e firme raccolte è un ottimo risultato
- dice Cogliati Dezza - testimone della capacità organizzativa
dell'associazione».
In testa alla raccolta di firme di Legambiente c'è il Piemonte (4'233
firme certificate), seguono Lombardia (3'326); Veneto (2'474); Toscana
(1'550) Friuli Venezia Giulia (1'046); Umbria (987); Basilicata (729);
Trentino Alto Adige (650); Abruzzo (573) Il Nazionale di Legambiente
(540) Il Lazio (524); Emilia Romagna (500). Tutti gli altri comitati
regionali di Legambiente sono sotto quota 500 firme con il record
negativo della Puglia, rimasta desolatamente a Zero.
Il Circolo di Petilia ha contribuito con 130 firme certificate.
Il Comitato Oltre il nucleare parla di «Straordinario risultato di una
campagna promossa dalle associazioni ambientaliste nazionali come
Legambiente, Wwf, Greenpeace, Forum Ambientalista e altre, insieme a
tanti comitati locali. All'iniziativa hanno contribuito in modo
significativo la Cgil, la Fiom, la Fp-Cgil,lo Spi-Cgil, l'Arci, insieme
a un importante arco di forze politiche, i Verdi, la Federazione della
Sinistra, Alternativa, Sinistra Ecologia Libertà, Ecodem, Italia dei
Valori, Giovani del PD e altri. Su queste basi il Comitato Promotore
convoca per il 22 gennaio un'assemblea nazionale, alla quale prenderanno
parte i rappresentanti di tutti coloro che hanno contribuito alla
raccolta delle firme. Obiettivo: premere con una vasta gamma di
iniziative perché la proposta sia portata immediatamente all'esame
parlamentare, ascoltando la richiesta dei cittadini. Occorre
urgentemente un piano energetico nazionale. Occorre investire nel
risparmio energetico e nell'uso delle rinnovabili. Il nucleare non
serve, è più costoso, è pericoloso per la salute e per l'ambiente,
compromette il futuro, impedisce il decollo di un impegno industriale
verso le rinnovabili e l'efficienza energetica. La lobby affaristica del
nucleare vuole mettere il paese di fronte a fatti compiuti, mentre pende
il ricorso al referendum abrogativo della legge 99/2009. Si chiede al
Governo di sospendere ogni iniziativa sul nucleare in attesa del voto
degli italiani».
(da
greenreport.it del 23
dicembre 2010) |