SCUOLA, '1000 piazze per fermare la Moratti'

16 e 17 maggio 2003

OGGI E DOMANI LE PROTESTE IN TUTTA ITALIA CONTRO LA RIFORMA

 

IL 30,6% DELLE SCUOLE DEVE RINUNCIARE ALL'ORGANICO FUNZIONALE,

NEL 70% DELLE SCUOLE MEDIE E SUPERIORI AUMENTA L'ORARIO DI LAVORO,

MINATA L'AUTONOMIA SCOLASTICA

MA INFORMATICA E INGLESE SONO GIÀ REALTÀ DELLA SCUOLA ITALIANA

 

L'INDAGINE DI LEGAMBIENTE SULLE SCUOLE ITALIANE

Informatica e inglese le materie che il Ministro Moratti vorrebbe estendere alle scuole elementari sono già una pratica diffusa nella scuola italiana. Per la prima ben il 92,6% delle scuole dichiara di praticare già questa didattica, il dato è confermato dall'esplosione degli accessi ad internet, il 93,6% dichiara di averlo attivato, anche se non si coprono ancora tutti gli edifici e i plessi che fanno capo alla stessa scuola (solo il 56% delle scuole riesce a coprire tutte le sedi). Ma nel 40% dei casi l'attività è delegata all'orario extracurricolare. Un dato significativo è anche il fatto che nella grandissima maggioranza dei casi le attività sono coperte dagli insegnanti d'istituto, solo il 9% delle scuole si avvale di personale esterno. E anche questo dovrebbe essere un segnale di fronte ai tentativi di privatizzazione. Per quanto riguarda lo studio dell'inglese nelle scuole elementari, cavallo di battaglia della riforma Moratti, solo il 1,4% delle scuole ancora non ne fa uso e il 70% ha già inserito l'insegnamento in tutti e cinque gli anni del percorso elementare, di questi il 20% lo fa da più di cinque anni e il 51% da almeno tre anni. Non solo: il 62% degli istituti lo fa per tre ore alla settimana.

Sono questi solo alcuni dei dati di un'indagine spot effettuata da Legambiente Scuola e Formazione. L'associazione ambientalista ha inviato un questionario alle scuole al quale hanno risposto più di 1300 istituti distribuiti su tutto il territorio.

"Ciò che emerge da quest'indagine – dichiara Vittorio Cogliati Dezza, responsabile di Legambiente Scuola e Formazione – è proprio la criticità della qualità del lavoro nelle scuole. Non servono a nulla nuovi piani orari ma investimenti in formazione e soprattutto la possibilità di lavorare in piccoli gruppi, esattamente la direzione opposta a quella assunta dal Governo che ha finora trattato la scuola solo come un settore su cui risparmiare, con il primo immediato risultato di vedere aumentare il numero di alunni per classe".

L'indagine infatti rileva che la politica dei tagli comincia a mietere le prime vittime e che si è avviata una politica di sostanziale restringimento delle risorse, e per ora si possono solo rilevare i tagli della Finanziaria 2002, cosa succedera in settembre quando entrerà in vigore quella dell'anno in corso?

Prima vittima dunque l'organico funzionale, ovvero quei docenti appositamente nominati per determinati progetti o per svolgere attività didattiche particolari. Complessivamente il 51,3% degli istituti viene decurtata di questa importante figura, (addirittura nel 30% degli istituti è stata completamente eliminata). È proprio l'organico funzionale, tra l'altro, a garantire l'autonomia scolastica che verrà man mano ridotta accrescendo la dipendenza delle scuole e dei dirigenti dal governo della Regione. Ma le penalizzazioni all'autonomia scolastica non sono l'unica conseguenza di questa decisione.

Tornando all'inglese infatti il 4,6% delle scuole ha dovuto diminuire l'offerta proprio per i tagli all'organico funzionale.

Anche l'aumento di orario per gli insegnanti oltre le 18 ore previste è un tasto dolente, ne è toccato il 70% delle scuole dove il 5% degli insegnanti di scuole medie e superiori ha subito un aumento dell'orario lavorativo, di questi la stragrande maggioranza (73,6%) tra le due e quattro ore di lavoro settimanali in più.

"Altro segnale, – continua Vittorio Cogliati Dezza - che la campagna pubblicitaria sulla quale è stata lanciata la riforma, dice cose piuttosto lontane da quella che è la pratica quotidiana della scuola. Al contrario, l'esito finale sarà l'impossibilità per l'autonomia scolastica di funzionare e l'aumento consistente del carico di lavoro per gli insegnanti che sempre più si vedranno costretti a limitare il lavoro alle lezioni frontali".

Una scuola così non ha niente a che fare, a detta di Legambiente, con gli interessi del Paese, al contrario è forte il rischio di avere un'Italia più povera e ignorante.

Ecco perché oggi e domani 17 maggio saranno le giornate di '1000 piazze per fermare la Moratti', una serie di iniziative per diffondere informazioni corrette su scuola, università e ricerca che vedrà la partecipazione di genitori, studenti e insegnanti insieme ai cittadini. Una due giorni di mobilitazioni e controinformazione su tutto il territorio italiano promosse da un comitato organizzatore composto da ben 40 sigle tra associazioni e organizzazioni tra le quali non manca Legambiente.

"Intendiamoci - conclude Cogliati Dezza - riformare la scuola pubblica è necessario, perché il Paese ha bisogno di elevare il livello culturale di tutti. Ma garantendo un'istruzione di qualità per tutti, in tutti i territori, in tutte le fasi della vita. Questa è la condizione per superare le differenze sociali e territoriali che penalizzano i meno fortunati, per mettere tutti in condizione di scegliere il proprio futuro. La scuola deve essere un luogo sociale dove si capiscono le sfide della contemporaneità, dove si diviene cittadini consapevoli, dove cresce la voglia di partecipare per costruire un mondo diverso, un futuro sostenibile. Non può più essere trattata solo come il terreno su cui far quadrare il bilancio dello stato e quindi tagliare, tagliare, tagliare".

Legambiente sarà presente in tutta Italia insieme a tutto il cartello del Comitato Organizzatore. Ecco dunque l'elenco delle città dove si svolgeranno iniziative di controinformazione: Torino; Rivoli (TO); Milano; Padova; Treviso; Vicenza; Venezia; Trento; Genova; Bologna; Perugia; Firenze; Lucca; Teramo; Roma; Napoli; Foggia; Lecce; Tricase (LE); Potenza; Cosenza; Catanzaro; Reggio Calabria; Catania; Palermo; Agrigento; Caltanissetta; Ragusa; Siracusa; Enna; Messina; Trapani; Cagliari.

Il cartello di associazioni: ARCI, Articolo 21 liberi di, Associazione Altera, Ass. 31 OTTOBRE, Ass. Proteo Fare Sapere, Ass. per la scuola della Repubblica, Attac, Auser, CGD, CGIL, CIDI, Cisp, Cobas-scuola, Comitato "16 marzo Genova in piazza", Comitato contro la privatizzazione dell'università e degli enti di ricerca, Comitato per la Ricerca pubblica (Napoli), Comitato nazionale scuola e costituzione, Comitato Referendum abrogazione legge di parità, CRES-Mani Tese, CRS, Didaweb, Giovani Comunisti, I Girotondi (di Roma, Torino, Bari, Livorno, Napoli), Aprile, Gruppo Abele, Laboratorio per la democrazia, Legambiente, Le girandole, Libera – Associazioni contro le mafie, MCE, Osservatorio per la Ricerca, Pax Christi, Resistenza e Legalità, Sindacato Nazionale Scrittori Sinistra Giovanile, Studenti.net, Tavola della Pace, Unione degli Studenti, Unione degli Universitari, Uisp.

 

L'Ufficio stampa Legambiente Nazionale (06.86268355/77/99