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PROGETTO ENEL-SOLEO

 Il progetto dell'ENEL di sfruttamento idroelettrico delle acque del fiume Soleo, principale tributario del F. Tacina e dei suoi affluenti nasce agli inizi degli anni ’80.

Il progetto prevede la derivazione di tutti i corsi d’acqua: Malarotta,  Soleo, Carbonara e Cropa, a monte dell’abitato di Petilia Policastro, dal 1 ottobre al 15 maggio, non si esclude l’eventuale utilizzazione di una parte dei deflussi estivi.

L’iter realizzativo, in questi decenni, è stato segnato da lunghi momenti di “quiescenza”. I primi “passi” ufficiali dell’Enel risalgono al 1981, una istanza, corredata da un progetto di massima, diretta al Ministero  LL.PP.  Nel 1986 la Regione Calabria con delibera della Giunta Regionale, la n. 1954, esprimeva parere favorevole alla realizzazione del progetto. L’anno successivo il Ministero  LL.PP. con decreto n. 742, del 06.07.87, autorizzava l’inizio provvisorio dei lavori. A questo punto l’ENEL, con domanda del 16.11.87, fece richiesta ai comuni Cotronei e di Petilia Policastro il rilascio delle concessioni edilizie.

Nel mese di dicembre del 1987 fu distribuito alla popolazione di Petilia Policastro un volantino firmato P.C.I., D.C., Amministrazioni Comunali di Petilia Policastro e Cotronei, in cui si propagandava il progetto. Un investimento di circa 46 miliardi, con ricadute occupazionali legate alla costruzione di una galleria, lunga 6 chilometri, per derivare le acque nel serbatoio di Migliarite, e per essere in seguito turbinate negli  impianti idroelettrici di Timpagrande e Calusia.

Il Circolo Legambiente di Petilia Policastro si oppose, sin dall’inizio, alla realizzazione del progetto, organizzando il 19 dicembre del 1987, nella sala consiliare, un’assemblea pubblica. Nei mesi successivi fu continua un’azione di informazione e di sensibilizzazione, venne promossa una petizione popolare sostenuta da gran parte della cittadinanza, con 2238 firme. Furono sollecitate interpellanze al parlamento, al consiglio regionale, di E.Testa, Q.Ledda (1988), I. Reale (1988 e 1994). Legambiente ha messo in primo piano un uso razionale, plurimo, della risorsa acqua per uno sviluppo nel pieno rispetto dell’ambiente.  Il progetto aggraverebbe lo stato complessivo del bacino del fiume Tacina, un fiume quasi completamente derivato, a monte per scopi idroelettrici, a valle dal consorzio di bonifica .

Alcuni anni dopo, il Presidente della Regione Calabria, con decreto n. 845 del 27.06.94, rilascia, ai sensi dell’art. 7 della Legge 1497/1939, il nulla-osta per i lavori di derivazione delle acque. Il decreto fu annullato dal Ministro per i Beni Culturali e Ambientali, su parere della Soprintendenza ai Beni ambientali e Culturali di Cosenza. La relazione tecnico-ambientale dell’Enel, del 16.09.93, prodotta per il nulla-osta paesaggistico-ambientale, presentava una carenza di dati sia sulle opere previste, sia sulla valutazione del loro impatto sull’ambiente, era assente uno studio di inserimento paesistico.  Il 29 agosto 1996 la Soprintendenza ha espresso un parere favorevole per l’opera, ai soli fini estetici, ponendo precisi vincoli, in particolare la necessaria Valutazione di Impatto Ambientale. Pochi mesi dopo l’Amministrazione Comunale di Petilia Policastro, nel corso della conferenza di servizi, ha espresso parere favorevole, ottenendo la realizzazione di un piccolo serbatoio d’acqua di circa 18.000 metri cubi. Adesso, il progetto è ritornato nello stato di “quiescenza”, nel frattempo all’Enel è subentrata l’Endesa. La multinazionale spagnola ha illustrato, nel 2002, alla Provincia di Crotone il piano di sviluppo del polo idroelettrico che prevede tra le altre cose: “lo studio di fattibilità dell’allacciamento del fiume Soleo al serbatoio di Migliarite”.

     Petilia Policastro, 29 settembre 2005            Luigi Concio                                                                                     Presidente del Circolo