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PRESENTAZIONE
L’iniziativa della stesura dell’opera, nasce
dal bisogno di far conoscere le principali
specie forestali, vegetanti nel
comune di Petilia Policastro (KR).
L’opera inizia con un inquadramento della
zona e una breve storia, per meglio
comprendere le utilizzazioni presenti e
passate delle principali specie forestali
presenti nei boschi del citato comune;
nonché del ruolo
importante di questi
boschi, per la difesa idrogeologica del
territorio e per gli aspetti naturalistici
che hanno assunto.
Visti la morfologia, l’orografia e
l’estensione del territorio (9.643 Ha) che
va dai 130 ai 1765 metri sul livello del
mare, per meglio inquadrare le specie
nell’ambiente in cui vivono, mi è parso
opportuno collocarle nella propria fascia di
vegetazione (fascia Mediterranea, fascia
Basale e fascia Montana), correlandole con
foto.
Ho voluto descrivere anche qualche specie
erbacea e arbustiva che compone la
vegetazione del sottobosco delle principali
specie forestali.
Petilia Policastro è una grande cittadina
della provincia di Crotone, arroccata alle
falde della Sila, su uno sperone roccioso a
436 metri d’altitudine, alla confluenza dei
torrenti Cropa e Soleo, con 9643 Ha di
superficie, ubicati per una buona metà
sull’altopiano della Sila.
Confina a nord
con il comune di Cotronei, di cui il fiume
Tacina ne segna il confine.
A est si trova
il comune di Roccabernarda; mentre a sud e a
ovest alcune colline (Badessa, Pantano),
segnano il confine con il comune di Mesoraca.
Petilia, che dal greco significa “città
posta in luogo silvestre,” ha un territorio
arricchito da abeti, faggi, pini, cerri,
castagni e querce.
Il bosco ha rappresentato e rappresenta per
Petilia Policastro una fonte di energia e
di produzione. Fonte d’energia, poiché
produce legna da ardere; di produzione (meno
sviluppata adesso) di legname da industria e
pastorizia.
La produzione di legname era molto
accentuata in passato per la presenza della
grossa azienda SO.FO.ME. (Società Forestale
Meridionale).
Il bosco della Sila, da cui la SO.FO.ME.
ricavava una quantità incommensurabile di
materiale legnoso, era di una vastità enorme
in quanto comprendeva il territorio
demaniale dei seguenti comuni: Petilia
Policastro, Cotronei, Mesoraca, Petronà,
Cerva, Sersale e Taverna.
Per provvedere al trasporto di detto
materiale, la Società fece costruire tre
tratti di ferrovia di cui il più lungo era
di circa 20 Km. percorrendo l’isoipsa di
quota 1650 m e passando per le località:
Tirivolo, Gariglione, Differenze, Spuntone,
Buonanotte, Mamma Giuseppina, fino alle
sorgenti del fiume Tacina. Su queste
ferrovie viaggiavano vagoni o carrelli di
ferro, trainati da locomotive a vapore.
I tronchi, ricavati dal taglio delle piante,
venivano esboscati a strascico da coppie di
buoi dal letto di caduta sino ai margini
della ferrovia; da qui una volta caricati
sui carrelli, venivano trasportati ai
piazzali della teleferica.
I tronchi tramite la funivia,che partiva da
Differenze venivano portati a valle, alla
frazione comunale Foresta e non di rado oggi
chiamata impropriamente “Sofome.” In Foresta
esisteva una segheria, dove i tronchi
venivano segati e il legname veniva spedito
tramite ferrovia FCL (Ferrovia Calabro
Lucane) per Crotone e da qui per tutta la
penisola italiana.
Nel 1948 la Società decise di smettere la
lavorazione e tutto venne smantellato e
furono licenziati migliaia di operai.
Oggi di questa grossa azienda non resta
altro che i ruderi di un’antica lavorazione,
mirante al lucro e come inevitabile
conseguenza al disboscamento. Ma grazie alle
norme di legge sulla protezione della
montagna, oggi questa parte della Sila si è
potuta ristabilire, cancellando le tracce di
quell’opera distruttrice condotta dall’uomo.
I boschi di Petilia Policastro hanno un
ruolo importante nella difesa idrogeologica
del territorio; poiché le precipitazioni
medie annuali arrivano a 1500-1600 mm. senza
contare la caduta della neve, che è
abbondante e che raggiunge, in media, i 50
cm d’altezza e poiché il territorio per la
maggior parte è in pendenza, si capisce
subito che la presenza del bosco lo preserva
dall’erosione e da smottamenti.
Oltre alle precipitazioni di natura
ciclonica, la zona è caratterizzata da
precipitazioni orografiche. Come è noto i
rilievi del terreno determinano l’ascensione
delle correnti umide provenienti dal mare,
per l’avvenuta espansione, si raffreddano
dando origine a precipitazioni.
Questo è quello che succede lungo le pendici
dei monti di Petilia Policastro.
Una rappresentazione delle precipitazioni
relativa al comune fatta con il metodo
ietografico, ci può far notare questa
caratteristica.
Pagine web a
cura di
Giovambattista
Savonarola Gentile,
dott.Forestale, Vice Presidente
del Circolo Legambiente di Petilia
Policastro (KR) |